Christian Rigano. Il tastierista “fotonico” di Jova

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Christian Rigano è l’uomo tecnologico della band di Lorenzo Jovanotti. Sul palco indossa una tuta arancione da astronauta e lo vediamo sempre dietro a un muro di tastiere e computer. Insomma, è anche merito suo se lo show è davvero “fotonico”. Ma scopriamo meglio come funziona il tutto insieme a lui…

Ti vediamo sempre dietro a una tastiera e a un computer, ma cosa fai realmente durante lo show?
Principalmente suono; poi, mi occupo della gestione delle tracce. Cerco di spiegarlo nel modo più semplice possibile: ci sono delle tracce che non sono suonabili da esseri umani e che garantiscono le sonorità tipiche della musica elettronica tramite, ad esempio, sequencer e modulari. Queste tracce si fanno suonare al computer e io gestisco questa parte dello show: suono e, contemporaneamente, il mio computer invia un segnale, detto time code, che serve a sincronizzare tutte le immagini che si vedono sul maxischermo. Ciò significa che non sono io fisicamente a mandare in onda le immagini, ma attraverso il mio lavoro faccio sì che queste siano sempre sincronizzate con la nostra musica.

Quindi, il tuo è il ruolo chiave della band: tutto ruota intorno a te.
In questo senso sì, rivesto un ruolo molto importante, anche perché tutto lo spettacolo ruota intorno a musica e immagini: la concatenazione tra una canzone e l’altra, i filmati, Fiorello che lancia uno stacco… tutte queste cose sono gestite dal time code che parte dal mio computer.

Tutto questo necessita di una preparazione importante: come varia quella di uno spettacolo in uno stadio rispetto a quello in un palazzetto, in termini di tempo?
In realtà non cambia molto, semplicemente nello stadio allestiamo uno spettacolo che viene concepito per uno stadio. Il primo a concepire la fase embrionale dello show è Lorenzo stesso, che immagina il concerto come uno spettacolo che sarà visto in uno spazio molto ampio, da molte persone, in una situazione spesso caotica e quindi pensa e organizza uno spettacolo per quel tipo di spazio. Mentre in un palazzetto semplicemente ci si rapporta a un luogo chiuso, in cui c’è meno gente, un palco più piccolo: di conseguenza, lo show è pensato diversamente, ma la preparazione non è di molto minore. Ricordo ad esempio l’Ora Tour del 2011, quando facemmo una preparazione grossa quasi come quella di quest’anno.

Come sei arrivato a Lorenzo?
Il tramite è stato il suo produttore, Michele Canova, che era anche produttore dei dischi di Tiziano Ferro, con il quale io ho lavorato fin dagli inizi. E’ stato lui a metterci in contatto. Lorenzo l’ho conosciuto nella primavera del 2005: nell’estate ero già con lui a suonare nei festival, ad autunno abbiamo fatto il Buon sangue tour e da allora non ci siamo più lasciati.

Due giorni fa a Napoli avete omaggiato Pino Daniele con Eros Ramazzotti e James Senese. Un’impressione a freddo?
E’ stata una bella botta. Eravamo tutti molto emozionati, così come lo erano Eros, James Senese e Lorenzo. Suonare i pezzi di Pino davanti al pubblico di Napoli è stato un momento molto forte: avevamo quasi le lacrime. Sono veramente contento di esserci stato, di aver suonato in quella situazione.

A una data dalla fine, un bilancio di questo tour?
Più che positivo! I concerti, a parte piccoli intoppi, sono sempre andati benissimo e ovunque c’è stata tanta gente.

Dal tour nei palazzetti cosa ci dobbiamo aspettare?
Bella domanda! Lo spettacolo dei palazzetti dobbiamo ancora costruirlo, e sarà Lorenzo come sempre il primo a immaginarne una configurazione. Adesso però ognuno di noi si prenderà un mesetto di vacanza per ripulire la mente, e poi da settembre ci rimetteremo sotto per pensare allo spettacolo per i palazzetti, che non sarà una riduzione di questo show, ma sarà un nuovo spettacolo.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.