Pixels
di Chris Columbus
con Michelle Monaghan, Peter Dinklage, Adam Sandler, Ashley Benson, Sean Bean.
Voto 7+

Idea carina: negli anni Ottanta, quando pensavamo a un imminente incontro ravvicinato del terzo tipo, abbiamo mandato nello spazio musiche, film, serial e videogame per presentarci agli extraterrestri. Normale che nel 2015 gli extraterrestri dopo aver visto certi telefilm e certi videogame ci attacchino pensando a una dichiarazione di guerra. E usino come ambasciatori di guerra il presidente Reagan e attori come quelli dell’Isola di Gilligan (è ironico: in Contact usavano la prima trasmissione tv di Hitler…). E la guerra dei mondi? Beh, si fa giocando contro giganteschi Space Invaders, Pac Man, Donkey Kong,  Centipede, Galaga, eccetera che in 3D possono frantumare la terra in tanti cubetti (pardon pixel). Altra idea carina: nei film di fantascienza a questo punto si chiama l’eroe. Qui si chiamano gli ex campioncini di videogame arcade, quelli che si giocavano nelle sale giochi.  Terza idea carina: gli amici della sala giochi sono diventati uno un nerd scazzato, uno un nerd nevrotico, uno il più ignorante Presidente degli Stati Uniti. E il campione mondiale di Donkey Kong è in galera. Abbiamo un po’ di Goonies, un po’ di Ghostbusters, il classico filmotto a misura di mister trivialità Adam Sandler, uno spudorato product placement (Mini al posto dei fantasmini per inseguire Pac Man a New York)  e un po’ di vintage (ma non abbiamo sentito la platea giovane ridere molto delle citazioni: sarebbe come chiedere alla platea di X Factor di ridere di giochi di parole dei musicarelli con Bobby Solo…). Il regista è il Chris Columbus di Mamma ho perso l’aereo, un paio di Robin Williams, un paio di Harry Potter e se la cava sul filo tra il cretino nostalgico e il delizioso. Ci vuole stile. Chi ha giocato agli arcade si commuoverà, il resto dipende. Columbus si è liberamente ispirato al corto Pixels del francese Patrick Jean risceneggiato da Tim Herlihy (uomo di fiducia di Sandler) e Timothy Dowling.

 

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori