Bruce, sorpresa e meraviglia

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Praticamente da sempre Bruce compare a sorpresa nei club del Jersey Shore per unirsi al concerto di qualche vecchio amico per la gioia dei fortunati presenti, che non sono mai tantissimi considerato lo spazio limitato di questi club. E’ successo così anche qualche settimana fa (sabato 18 luglio per essere precisi) quando al Wonder Bar della celeberrima Ocean Avenue  di Asbury Park era in programma il concerto di Joe Grushecky accompagnato dalla sua band (gli Houserockers) e da Eddie Manion (sassofonista non solo della band di Grushecky ma anche della E Street Band, oltre a Jake Clemons). L’apparizione – del tutto inaspettata perfino da parte di Grushecky che pure conosce molto bene il Boss – ha mandato in delirio la folla che era stipata fino all’inverosimile in un bar dove la temperatura era già altissima ancora prima che iniziasse il concerto. Del resto è estate anche lì e fa caldo. Il Boss è salito sul palco suonando insieme si suoi due colleghi  15 brani del suo repertorio, molti dei quali risalenti al periodo di “Darkness On The Edge Of Town”, tra cui la splendida “Because The Night” che all’epoca “regalò” a Patti Smith perché una canzone d’amore – lo ha detto lui stesso – dentro quell’album non c’entrava proprio nulla! Ma lui è il Boss, le canzoni sono le sue e decide lui cosa farne.

Tornando al concerto al Wonder Bar, che è andato avanti per più di due ore, ha visto  Bruce esibirsi in molti pezzi dell’amico Grushecky (tra cui  “Never Be Enough Time”, inserita nell’album American Babylon prodotto da Bruce nel 1995 e “Chain Smoking”, “Talking To The King”, “Pumping Iron”) con il quale ha suonato talmente tante volte da conoscere alla perfezione tutti i pezzi. Tra i brani invece del suo repertorio, su cui Manion si è lanciato in diversi assoli, Bruce ha scelto “Code Of Silence” (scritta con lo stesso Grushecky), “Atlantic City”, “Pink Cadillac”, “Light Of Day”, “Adam Raised A Cain”, “Racing In The Street”, “Darkness On The Edge Of Town”, “Save My Love”, The Promised Land” e la più recente  “Frankie Fell In Love”.

In particolare, presentando questa canzone, Bruce ha raccontato di quando, giovanissimo, viveva sulla Sixth Avenue (sempre ad Asbury Park) insieme a Steve Van Zandt. “Nessuno lavava mai i piatti – ha detto Bruce – ma Steve era talmente disordinato che mi costringeva a fare la parte del rompiscatole perfettino. I suoi vestiti erano sempre sparsi ovunque sul pavimento, non  lavava mai un piatto, era terribile!

Eppure, nonostante tutto, sono rimasti amici, anzi di più, sono veri blood brothers…

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.