Prove tecniche di #Campovolo2015

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Ci siamo.
Iniziano le vacanze e i countdown.
Al 19 settembre, chiaro, anzi: al 18.
Sul Bar (cioè, il Fan Club: scusateci, ma noi dire Fan Club non ci attizza. Bar – visto pure il caldo che fa – invece sì) si sono appena conclusi i primi assalti alle prenotazione dell’area tende, delle tende, delle aree senza tende, insomma, i primi assalti alla conquista di un posto per dormire DENTRO la festa, dentro l’area di Campovolo (http://www.ligachannel.com/campovolo-tende-parcheggi-e-info-aggiornate).

Dei biglietti ragazzi, inutile parlarne. Si va verso i 150.000, e al momento quelli che danno accesso all’area Pit più vicina, e da lì al Pit del BarMario, sono già andati da tempo. E quelli dell’area Barmario sono nominativi e non cedibili, fate attenzione…

L’assalto peggiore sarà però quello al parcheggio auto: chiunque sia stato a Campovolo, o a Italia Loves Emilia, ricorderà benissimo l’entrata (ma soprattutto l’uscita…) al posto macchina più ambito d’Italia, nonché le camicie che ha dovuto sudare davanti al pc per accaparrarselo; stavolta l’epopea non sarà da meno, viste le avvisaglie di vario genere sui vari disservizi dei corrieri, di Ticketone e di Manitù, pare, coalizzati per ritardare spedizioni, collegamenti, acquisti e invii di ognicosa in ognidove.

Per due giorni si dormirà, mangerà, ci si laverà, e si farà tutto quello che c’è da fare dentro questo enorme villaggio globale, tenuto anche conto che la festa inizia proprio il giorno prima: come la volta precedente, i primi a correre si sono accaparrati un posto allo Smemotel, con tanto di tenda a disposizione. Per gli altri, c’è da acchiappare la piazzola ma la tenda te la devi portare. E qui si sta assistendo alla più dura delle prove origami-puzzle-Tetris: ci si entra in 4 in una da tre? E in 3 in una da 2? E se io la tenda non ce l’ho e non è giusto e io non ho ADSL per la connessione e non è giusto casssso, e allora io?

Certo è che le domande sulle modalità organizzative si vanno facendo sempre più pressanti, con punte direi tragicomiche, e infatti sui social è tutto un fiorire di pagine incrociate tra chi cerca risposte e chi offre biglietti, chi cerca biglietti e chi offre risposte, con un livello di confusione generale che la metà bastava a tutti, figuriamoci allo staff.

Tra gente che non sa in che area Pit deve andare a finire, tra i braccialetti, i cofanetti, l’ora del ritiro, l’ora di arrivo, chi è iscritto e chi porta i parenti amici conoscenti senza che siano iscritti, tra quelli che sono già li da adesso e quelli che lo saranno da dopo ferragosto, tra quelli che porteranno uno dei mille figli nati dopo l’ultimo Campovolo e quelli che vogliono portarsi il cane, la nonna, la zia e poi chiedono l’accesso agevolato sennò la nonna si perde, devo dire che stavolta a pigliarsi un bel posto in tribuna se ne sarebbero viste di bellissime.

Ah, non c’è la tribuna, va bene? Non c’è: non facciamo che adesso si inizia a tempestare il Bar di telefonate per avere i posti numerati.

Che una chance per vedere Campovolo dall’alto c’è ancora: si aspettano notizie per il giro in mongolfiera. Che invece in teoria ci doveva essere.

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Chimena Palmieri
Sono Chimena Palmieri, classe 1963. Ho un diploma di Ragioneria, una Laurea in Sociologia, un lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche. Ho un figlio, Francesco; ho amici, molti interessi e poche passioni. Sono nata a Castelfidardo, cresciuta a Numana, vivo ad Ancona: tutto in 30 chilometri, perché “Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”.