Lo sguardo di… Pavilion Unicredit

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David Reimondo. Milano nell'angolo

UniCreditPavilion-2-1000x600In un articolo di qualche tempo fa scrivevo che Milano è fortunata. Un altro episodio me lo conferma. Dopo le Gallerie d’Italia di Banca Intesa SanPaolo e la Fondazione Prada, un altro gioiello è stato donato alla città da un imprenditore privato: il Pavilion di UniCredit disegnato da Michele De Lucchi, che si trova a fianco della torre UniCredit a piazza Gae Aulenti. L’edificio è stupendo: una specie di conchiglia di legno, alta tre piani, che ospita uno spazio espositivo, un auditorium, spazi didattici per bambini e non. Probabilmente non esagero se dico che Michele De Lucchi è il Giò Ponti del nostro tempo. Sta lasciando un’impronta importante nella città.
Il Pavilion si è inaugurato con una mostra dal titolo Lo sguardo di… opere scelte dalla Collezione d’Arte UniCredit. Si tratta di una specie di quello che gli inglesi definirebbero personal choice. I curatori dello spazio hanno chiesto a un centinaio di impiegati e dirigenti della banca di scegliere un’opera tra le 16.000 che il loro patrimonio custodisce. Ne è venuta fuori una bella mostra. Evidentemente sono stati interpellati i dipendenti più sensibili al tema. E mi sembra estremamente importante che l’istituto coinvolga i propri dipendenti. Significa che UniCredit vuole diventare non soltanto un’impresa rispettosa dell’arte, ma in qualche misura dedita ad essa. Farla diventare uno dei punti fermi della propria politica aziendale.
La mostra è ovviamente poco coerente, ma è proprio questo che doveva essere nelle intenzioni dei curatori. Un centinaio di lavori. Alcuni del ’5-600 (tra cui spiccano Salviati, Tintoretto, Salvator Rosa) il resto prevalentemente del ’900. Cinque stupendi Donghi, Casorati, Sironi, Morandi, Castellani. Uno spazio importante occupa la fotografia con opere di Franco Fontana, Ghirri, Basilico, Mimmo Jodice, Candida Höfer ed altri. Anche l’arte più recente è presente con Pizzi Cannella, Vanessa Beecroft e Franco Guerzoni. Restando in tema la mia personal choice ricade su un lavoro di Goran Trbuljak, Louvre del 1975 e su un lavoro di David Reimondo, quarantenne genovese che presenta una grande mappa di Milano, impaginata ad angolo retto, e realizzata con pane abbrustolito e resina. Notevole.

 

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Gabriele Miccichè
Lavora nell’editoria dal 1977. A Palermo nella casa editrice Sellerio fino al 1984, poi a Milano presso Gabriele Mazzotta. Dal 1989 è socio e art director dello studio editoriale Ready-made. Le sue passioni sono la letteratura, la grafica, l’arte urbana (ha organizzato mostre sulla net-art e sui writers). Ha pubblicato Giambattista Bodoni e l’arte della tipografia (Edizioni Università IULM, Milano 2013). Collabora con le riviste Bell’Italia e Bell’Europa.