Rock-Werchter 2015 – il più grande festival rock in Belgio.

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Avevo promesso che avrei scritto qualcosa sul festival Rock Werchter.  Eccomi qui per onorare il mio debito. Se avrete la pazienza di leggere fino in fondo troverete una breve introduzione su questo tipo di festival, una mia valutazione sui concerti che ho visto e sul festival in sé.

E’ stata la mia prima volta ad un festival del genere. Il Rock Werchter, nonostante non sia fra i più grandi del mondo, pare sia uno dei più importanti. E’ nato nel 1976 e ha vinto, per diversi anni di fila, il premio come il miglior festival del mondo alla International Live Music Conference (ILMC). Si tiene nel paesino di Werchter, vicino Leuven, non lontano da Bruxelles.rock werchter

Anche se non è fra i più grandi del mondo i suoi numeri sono comunque impressionanti e io personalmente sono rimasto a bocca aperta quando sono arrivato dalla quantità di gente che ho visto fuori e dentro ai cancelli: ogni giorno si possono contare fino a 88mila partecipanti e sommando tutti gli spettatori si può arrivare alla cifra di 150mila. Un pubblico di tutte le età: dai giovanissimi con i capelli rosa e blu fino ai meno giovani con i capelli grigi. Io, che di capelli bianchi ne ho ancora pochi, ero nel mezzo. 😉
Si respirava una bella atmosfera nei prati fra i diversi palchi: una bella situazione.

I biglietti sono abbastanza costosi. 95€ per una giornata, 226€ per tutte le giornate. A questo si devono aggiungere altre spese: parcheggio, camping se si dorme li e naturalmente cibo e acqua (trovo eccessivo che per quasi 100€ di ingresso non ci fosse neanche acqua potabile gratuita).

Per ogni palco ci sono 6/7 concerti al giorno. Vederli tutti è naturalmente impossibile per cui è buona cosa selezionare i concerti a cui si tiene, lasciarsi un po’ di tempo per riposare, mangiare e bere e, soprattutto, arrivare in tempo per occupare un posto decente se si deve cambiare palco. Considerando questi tempi morti, secondo me in una giornata, non si riesce a vedere bene più di tre, quattro concerti al massimo.

I palchi sono tre e quattro le giornate del festival. Due palchi sono al chiuso, uno, il più grande, è all’aperto. Intorno all’area dei concerti ci sono stand di tutti i tipi: radio, ristoranti, merchandising. I ristoranti sono tanti e diversi: dalle patatine fritte, imperdibili in Belgio, al cibo orientale. Non mi ricordo di aver visto cibo italiano ma forse lo devo aver scansato per evitare brutte sorprese.

Ogni set dura 45/50 minuti, a volte un po’ più ma raramente più di un’ora. Un po’ pochino per i miei gusti: gli artisti che ho visto, per non perdere troppo tempo, tralasciavano quello che secondo me è una delle cose più belle di un concerto: la relazione con il pubblico.

Prima di arrivare a Werchter mi ero segnato tre concerti:RockWerchterTheTallestManOnEarth02_20150628120719 The tallest man on earth a inizio giornata, Angus & Julia Stones e Damien Rice per ultimo. Appena arrivati, nel primo pomeriggio, mi ricordo di essere stato colpito dall’energia pazzesca che proveniva dal palco principale, opera di un duo basso-batteria (Royal Blood) che reggeva il palco veramente bene! Non ho potuto seguire il concerto per andare a seguire The tallest man on earth con il suo gruppoUn bel concerto quello del cantautore svedese. Non entusiasmante, forse per le condizioni di ascolto: il palco che ho seguito maggiormente era uno dei due al coperto, in una specie di angar gigantesco e, nonostante la temperatura all’aperto fosse piacevole, dentro, tutti in piedi, si moriva dal caldo (le gradinate erano poche e subito occupate).

Questo è stato il primo dei concerti della giornata. Alcuni altri non sono riuscito a vederli perché la sala era troppo piena e non sono riuscito ad entrare (al concerto dei Dotan per esempio la sala era stracolma) oppure perché ero di passaggio per mangiare o perché mi preparavo per andare ad occupare un posto decente per gli altri concerti. Ryan Adams l’ho trovato un po’ deludente e banalotto. Angus & Julia Stone molto interessanti. Mi ha colpito molto la voce e la presenza sul palco di Julia.Rock Werchter angus-and-julia-stone

L’headliner di quel palco era Damien Rice. Era il concerto a cui tenevo di più e il vero motivo che mi ha spinto a comprare il biglietto: avevo già parlato del suo ultimo disco in questo post. Al festival Rock Werchter Damien Rice si è presentato sul palco da solo, chitarra e voce. Un gigante. Ecco la sua performance.

Penso che a questo punto del post si sarà già capito ma in ogni caso il mio giudizio sul festival ve lo voglio scrivere.

Ho avuto la spiacevole sensazione di entrare in una gran macchina da soldi dove però non hai la sicurezza di assistere comodamente a nessun concerto. Una esperienza fisica (stancante) piuttosto che musicale. L’amplificazione dei gruppi acustici, inoltre, era spesso mediocre, le condizioni di ascolto pessime, il tempo per ogni artista era poco e mi è rimasta la voglia di andare a risentire alcuni dei concerti che ho visto male. Che dite, ci ritorno il prossimo anno?  😉

Voi ci siete stati? Che impressioni avete avuto?

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Giacomo Lariccia
Giacomo Lariccia è un cantautore che lascia l’Italia e trova l’America in Europa. Dopo aver percorso in autostop le autostrade d’Europa, chitarra in spalla, si innamora di Bruxelles. Pianta le tende, si diploma in chitarra jazz e pubblica il suo primo disco da jazzista. Un giorno, dopo anni passati a suonare in festival in giro per il mondo, scopre la potenza della parola, inizia a scrivere canzoni e pubblica due dischi (Colpo di sole e Sempre avanti) entrambi finalisti alle Targhe Tenco.