Locarno. Heimatland e Tikkun

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La Svizzera è in apparenza un posto tranquillo. Arriva una nuvola, l’aria è immobile, si prospetta la fine del mondo. Come reagiranno gli svizzeri alla fine del mondo? Rispondono dieci registi con dieci episodi in Heimatland, non tanto per fare un disaster movie collettivo, quanto per dare coordinate politico morali a una sollecitazione (il meccanismo è stato definito degno di Philiip K. Dick: a noi ricorda di più la sollecitazione di Il giudizio universale…)
tikkunAltra sollecitazione: Tikkun di Avishai Sivan. Ambientazione il quartiere Mea Shearim di Gerusalemme, il mondo degli ebrei ultra-ortodossi. Haim-Aaron, studioso di Yeshiva di grande futuro, forse a causa di un digiuno collassa e viene dichiarato morto. Il padre insiste e contro ogni speranza lo rianima. Haim-Aaron tornato dalla morte si sente cambiato e giudica che Dio lo stia provando: in pratica diventa un altro uomo e fa esperienze che nella precedente identità non avrebbe mai tentato. Il padre teme di aver commesso un atto blasfemo strappandolo alla morte… Il regista Sivan era rimasto colpito dall’esperienza di un uomo tornato da 40 minuti di morte clinica e dall’aver sognato vittime di un incidente stradale che gli chiedevano aiuto. Nella parte del padre ha chiamato un attore palestinese e musulmano

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori