Vertigine. Indagine a quattro mani…

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verti 1La detective è Greta Morandi, penalista coi capelli rossi inflessibile nell’applicazione della legge quanto torturata nel privato sentimentale e sessuale e il suo assistente è un pugile comunista ex partigiano che se alza gli occhi al cielo in bicicletta ti può raccontare la storia della torre Velasca. Una coppia così, negli anni Cinquanta, a Milano non è propriamente una cosa ovvia e normale. Se poi indaga la cronaca nera tra borghesia, proletariato e poteri forti che si preparano… A cosa si preparano forse lo sapete già.  Il mondo in cui Greta e Marlon si muovono, oltre che descritto con una minuzia quasi ossessiva (ci andranno a nozze i lettori amanti delle ricostruzioni dalle pieghe del passato: artistico, architettonico, culturale, spettacolare, aneddotico, su fino al cielo del pettegolezzo storico) è abitato da personaggi che sono già citazioni godibili di personaggi; autonomi, usciti dalla memoria, sbalzati da qualche libro o qualche film, accompagnati da una canzone. Persino i capitoli sono aperti da un titolo musicale (classica, popolare, cabaret, stracult) per prendere il lettore anche per le orecchie. Arosio e Maimone si divertono e pensano in grande e in lungo: sospetto che Greta e Marlon vogliano raccontarci a modo loro la storia d’Italia, tra rotocalchi, architetture, misteri e congiure. La prima repubblica come feuilleton, a puntate. No, oggi si dice progetto seriale: accompagnato da indagini ugualmente ossessive di Arosio e Maimone, sospetti divoratori di biblioteche, emeroteche, catasti, remainders e tutto quello che potete immaginare. Anche ricette: tra un libro e l’altro, scrivono di cuochi e di cibi…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori