In un posto bellissimo. Siamo lì?

Vita vuota di donna, moglie, madre, senza patente

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In un posto bellissimo
di Giorgia Cecere
con Isabella Ragonese e Alessio Boni
Voto 5/6

La Ragonese ha un negozio di fiori con una socia, suo marito Boni lavora in un’azienda  dove ha un’amante. Lei intuisce, poi sa, poi non parla. Hanno una bella casetta triste, un figlio incolore, vivono in una cittadina di normali conformismi e regole. Lei sembra sempre sul punto di, lui sembra sempre pensare a, il figlio sembra aver paura di tutto, poi, per via di un furtarello un po’ metafisico (qualcuno ruba i pantaloni a lui mentre si bagna in un torrente e lei sonnecchia) entra nella loro vita  un immigrato: più nella vita di lei che lo vede infreddolito vendere cianfrusaglie vicino al negozio, che in quella di lui che la volta che lo trova in casa (riparato da lei perché ha la febbre…) lo caccia.  Loro riprendono un po’ a fare l’amore, un po’ no, lei vorrebbe prendere la patente ma non la prende. Alla fine sappiamo che vive separata. Non sembra un’evoluzione. L’opera seconda di Giorgia Cecere dopo Il primo incarico (sempre con la Ragonese) indaga un universo femminile potenziale che a noi però arriva solo come un vuoto. Si intuisce l’ironia amara del titolo, il posto non è bellissimo, ma non basta…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori