Operazione U.N.C.L.E.
di Guy Ritchie
con Alicia Vikander, Armie Hammer, Henry Cavill, Hugh Grant, Jared Harris.
Voto 6 +

In una Berlino ancora separata dal muro vediamo in azione un agente americano e uno russo che si battono per una ragazza tedesca. Usciti da Berlino devono collaborare contro una gang di nazisti italiani. Alla fine del film sappiamo che è stata formata la UNCLE, acronimo che sta per Commando delle reti unite per la  tutela della legge, ma che si legge “zio”. Forse avremo un sequel… Organizzazione UNCLE era stata una serie tv ricavata da un’idea di Ian Fleming, 105 episodi per sorridere della Guerra Fredda tra 1964 e 1968. L’americano Napoleon Solo era Robert Vaughn (uno di I magnifici 7), il russo Ilya Kuriakin era David McCallun (uno di La grande fuga) e Fleming l’aveva pensato come uno 007 addolcito su misura (magari per per Cary Grant, la sua passione…).
Lasciamo stare il passato: il film di Guy Ritchie usa per  Solo il superman Henry Cavill e per Kuriakin Armie Hammer di Lone Ranger, ha un inizio alla 007 (solo che sembra 007 alle prese con Squalo…) e poi si impasticcia nella ricostruzione del look anni 60 (il motivo per cui Soderbergh, visto il budget esiguo, salutò e se ne andò…) e si arrotola per trovare una strada tra effetti speciali per ricreare un mondo che fisicamente non c’è più,  fare commedia, fare ironia, fare moda e riferimenti culturali e tenere insieme una trama complicata (che ai telefilm non interessava…). Inoltre Ritchie è uno che non vuole venire meno al suo stile nevrotico e ipercinetico e fermarsi spesso a spiegare la trama non gli va. Neanche a noi. Risultato? Il film è riccamente povero, e più si muove più frena. C’è da dire che Hugh Grant nei panni del grande capo che furono di Leo G. Carroll (attore davvero del millennio passato…), è funzionale. Ma il pubblico nuovo non lo saprà mai.

YouTube / Warner Bros. Italia – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori