Sinister 2. Il male continua a filmare

E Boghull continua a creare fantasmini coi filmini. Parte 2

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Sinister 2
di Ciarán Foy. Con James Ransone, Shannyn Sossamon, Lea Coco, Robert Daniel Sloan, Dartanian Sloan.
Voto 6 e 1/2

Una mamma in fuga, una casa abbandonata, una chiesa teatro di crimini, due gemelli quasi uguali e molto diversi, un padre orco, bambini fantasma, campi di grano, dischi suonati all’indietro, un’entità da leggende babilonesi che gira con attrezzature da cineamatore anni sessanta home movies di delitti efferati: i fantasmi ti entrano nel letto e nottetempo si nutrono e ti nutrono della visione estetica del male (che poi sarebbe in stile 8 millimetri casalinghi): ovvero incubi che terrebbero lontani gli incubi e creano futuri fantasmi. Questo la direbbe lunga sull’infanzia di Scott Derrickson, il genietto horror  che ha messo in piedi la franchise Sinister (e si avvia a filmare il suo modello Stephen King…): arrivata al secondo film (il primo era quello sulle disavventure di Ethan Hawke giornalista: costo poco incassi tanti) la saga insiste a dirci che il cinema amatoriale del male crea cinema horror e che la famiglia disfunzionale è la ragione di tutto. Del primo film è rimasto il vicesceriffo James Ransone, antieroe debole, che le prende e sembra sempre passare per caso dai luoghi maledetti. La regia stavolta è affidata all’irlandese Ciaràn Foy di Citadel che sta preparando anche The Shee, ispirato al folklore di casa

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori