LG Wine Smart. Il ritorno del flip

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In principio fu il mitico Startac Motorola ad esibire l’apertura a conchiglia che racchiudeva schermo e tastiera invisibili a riposo. E fu subito successo planetario, tanto da trasformare in oggetto del desiderio il piccolo scrigno americano apprezzato per il design, l’efficienza e soprattutto perché ultracompatto. Poi il declino con l’avvento degli smartphone e la necessità crescente di schermi maxi per navigare. E la fine, con la nascita del Touch che puntando alla semplificazione e all’immediatezza assoluta rendeva insopportabile anche la barriera creata dal gesto – un tempo iconico- di aprire e chiudere il flip. Per LG invece, sulla scorta del successo che i Flip hanno ancora in Asia, è il momento di ripotare in vita questa soluzione unendo la praticità dei flip phone alla semplicità dello schermo touch, abbinati ovviamente alla versatilità e alla potenza tipici dei telefonini di ultima generazione. Con il vantaggio non da poco di rimediare ad alcuni problemi degli smartphone “tutto schermo” attuali, dall’esagerato consumo di batteria alla partenza di telefonate indesiderate. Nasce cosi il nuovo ibrido LG Wine smart che unisce la forma compatta a conchiglia ad uno schermo touch da 3,2” ed è dotato di un innovativo sistema operativo Android Lollipop 5.1.1 che permette di scaricare e utilizzare tutte le app presenti su Play Store -comprese le più recenti -con la massima facilità. Mosso da un processore Quad Core Qualcomm Snapdragon a 210 Hz, ha grandi tasti che consentono un accesso rapido alle funzioni principali, come rubrica, fotocamera, SMS e alla propria app preferita. La memoria è da 4 giga espandibile, la batteria removibile da 1.700 mAh e il peso di 143 grammi. Disponibile in 2 colori (Wine red o Navy Blue ) Wine Smart è venduto in esclusiva TIM da settembre sul canale web (www.tim.it) e presso tutti i negozi TIM al prezzo di 199,90 Euro.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.