La ragazzina Grace di Looking for Grace mentre gironzola per l’Australia con un’amica verso un concerto incontra un bel tipetto che le prende amorevolmente la verginità e tutti i soldi. E tu vorresti andartene per la banalità. Poi la regista Sue Brooks ti prende in contropiede e ti dice che la storia è quella lì, piccola così, ma lei ti racconterà la storia di tutti quelli che ruotano per caso e necessità attorno a Grace: di mamma, di papà, del camionista che passa, del detective che la cerca, e si va dal banale al surreale, alla sublime stupidità di Bouvard e Pecuchet nell’outback, alla tragedia. Sorpresa.
“Spotlight” era la sezione investigativa del Boston Globe: un nucleo di giornalisti mastini che da una storia di pedofilia risalirono (proprio nel 2011 dell’attacco alle Torri Gemelle) a un sistema per insabbiare e far perdere le tracce di tutti i preti pedofili dell’arcidiocesi di Boston. Di mezzo un cardinale che doveva diventare il primo papa americano. Spotlight di Tom McCarthy però non è un film anticlericale, ma un film sulla verità e sul giornalismo che (forse) non c’è più o aspetta di reincarnarsi in internet… Bois neon di Gabriel Mascaro è un oggetto non identificato ma con un certo fascino che racconta frammenti di vita di Iremar, vaccaro vagante del Nordeste brasiliano che per vivere sgrassa con la sabbia le code dei torelli per le vaquejadas (un rodeo dove devi trascinare a terra il bovino prendendolo per la coda), per fare qualche soldo in più cerca di rubare sperma equino, ma sogna di diventare sarte e costumista e addobba ogni tanto ballerine truccate con maschere cavalline, vive con una strana umanità e fa sesso quasi estatico con una  guardiana notturna incinta e profumiera a tempo perso. Poco capito forse, ma poetico… E domani attenti al  Sokurov di Francofonia…

CONDIVIDI
Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori