Home Festival: J-Ax e i Subsonica sconfiggono la pioggia

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La pioggia è stata la grande minaccia che ha accompagnato la vigilia della seconda serata dell’Home Festival. Se si esclude un breve acquazzone nel tardo pomeriggio, i temporali preannunciati sulla zona hanno girato al largo, per lasciare spazio alla musica live e alla voglia di far festa di chi ieri sera ha affollato l’area ex-dogana di Treviso.
Tanti palchi (ben 7), con un’offerta musicale vastissima: si va dalle produzioni musicali del territorio veneto, alla scena indipendente, al freestyle rap, fino al palco principale Rizla+, che ieri sera ha ospitato gli show di J-Ax prima e dei Subsonica poi.

Ed alle 21 è proprio il rapper milanese ad aprire la serata del main stage accompagnato dalla sua band, l’Accademia delle teste dure, formata da: Space One (seconda voce), Marco Arata (chitarra), Fabio B. (tastiere/mixer), Marilena Montarone (basso), Steve Luchi (batterista), Debby Lou e Giusy Scarpato (coriste, entrambe ex concorrenti di The Voice)
La scaletta ha visto Il bello d’esser brutti ovvio protagonista (e ancora secondo in classifica) con ben nove pezzi, più altri brani tratti dai precedenti album solisti del rapper e tre da Domani smetto, disco a firma Articolo 31, ma che dello storico duo rap porta solo il nome, essendo quasi completamente farina del sacco di Ax. Non c’è spazio per le canzoni del passato create insieme a DJ Jad, soppiantate dal Rap n’ roll che ormai da un decennio caratterizza la sua carriera solista.
E lo “zio” del rap italiano ha radunato davanti a sè una marea di seguaci, partendo dai vecchi fan fino ad una schiera di giovanissimi, conquistati dalle note di Maria Salvador e degli ultimi successi, ricambiandoli con un’ora di show di energico, e togliendosi anche diversi sassolini dalle scarpe, verso Matteo Salvini (protagonista di un video in apertura di concerto) ma anche verso chi lo insulta e provoca su Facebook, puntualizzando però “non attacco mai per primo, e sui social non faccio polemica perchè sono preso male, ma anzi mi diverto a trollare chi mi provoca, perchè se mi attacchi con le parole, io con le parole ti sotterro”. Le fiamme sul palco accompagnano le note di Rap n’ roll, prima della chiusura con l’ultima hit, Maria Salvador, che va a concludere la prima parte della serata.

I moltissimi bambini e adolescenti accompagnati dai genitori per vedere J-Ax tornano a casa, mentre il resto del pubblico defluisce dall’area principale, e approfitta dell’ora di pausa per mangiare qualcosa in uno dei tantissimi stand gastronomici presenti all’interno del Festival: si va dai classici panini alle piadine, alle specialità siciliane o al tex-mex, fino ad uno stand riservato appositamente agli spettatori vegani. Ampia la scelta anche per bere: dall’Heineken al Jack Daniel’s (che ha allestito un intero “villaggio”), ma non poteva ovviamente mancare in terra veneta uno spazio dedicato allo Spritz e alle “ombre”.

Il tempo di allestire il palco ed alle 23 è la volta dei Subsonica, che si presentano al pubblico sulle note di Colpo di pistola, dall’album Microchip emozionale del 1996. Si continua poi con Lazzaro, primo singolo estratto dall’ultimo album Una nave in una foresta. Samuel dal palco annuncia di voler far ballare il pubblico tutta la sera al ritmo di una discoteca labirinto, e allora si continua con La glaciazione, per passare poi proprio a Disco labirinto e ad altri due dei brani più famosi della discografia della band torinese, ovvero Nuvole rapide e Nuova ossessione, seguite da Up patriots to arms, cover del successo di Franco Battiato.
Il momento clou della serata arriva a metà concerto, quando sale sul palco Michelangelo Pistoletto, partner dell’Home Festival per il terzo anno consecutivo, per spiegare brevemente il suo progetto Terzo paradiso, che ha ispirato i Subsonica al punto da dedicare un brano a questa iniziativa (dal titolo, appunto, Il terzo paradiso) e che per la prima volta li vede insieme su un palco per celebrare dal vivo questa collaborazione.
Si continua ancora al ritmo dell’elettronica tra pezzi nuovi e qualche vecchia hit, c’è spazio anche per una citazione di Io sto male dei CCCP – Fedeli alla linea, per arrivare alla chiusura, dopo un’ora e mezza di show con Tutti i miei sbagli, che va a concludere il concerto e le attività giornaliere del main stage, mentre all’interno del tendone del Jack Daniel’s circus la musica va avanti fino a tarda notte con il party dell’etichetta La Grande V, che vede anche il live dei Rumatera, fondatori di questa realtà locale che punta a promuovere band del territorio veneto.

Stasera sarà la volta del dj berlinese Paul Kalkbrenner (ancora pochi biglietti rimasti per un live che si preannuncia sold out), mentre domenica si chiude con i Negrita e Fedez.

Per il programma completo e tutte le informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale del Festival.

Scaletta J-Ax
1. Spirale ovale
2. La tangenziale
3. Domani smetto
4. Sono di moda
5. + Stile
6. L’uomo col cappello
7. Gente che spera
8. Caramelle
9. Il bello d’esser brutti
10. The pub song
11. Uno di quei giorni
12. Intro
13. Rap n’ roll
14. Maria Salvador

Scaletta Subsonica
1. Colpo di pistola
2. Lazzaro
3. La glaciazione
4. Disco labirinto
5. Nuvole rapide
6. Nuova ossessione
7. Up patriots to arms
8. Di domenica
9. Il terzo paradiso (con Michelangelo Pistoletto)
10. Strade
11. Specchio
12. Veleno
13. Depre
14. Liberi tutti
15. Il diluvio
16. L’errore Piombo
17. Benzina ogoshi
18. Tutti i miei sbagli

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".