I cattivi sono il motore del mondo. Poi però (nei film americani) vengono presi e puniti. I cattivi rendono interessanti i film. Però, che barba, a ben pensarci. Johnny Depp se deve fare il cattivo fa un po’ meno del solito, e sembra più mostro, come in Nemico pubblico-Public Enemies: qui in Black Mass. L’ultimo gangster di Scott Cooper, sfida anche l’estetica pettinato tra il tamarro da bar e il politico nostrano e con un incisivo devitalizzato. È un supercattivo da case popolari che stringe un patto diabolico con un amico d’infanzia dell’FBI che non si capisce se è troppo ambizioso o molto stupido. Il titolo originale Black Mass vuol dire messa nera. Non è sbagliato: siamo nella cattolicissima e corrottissima Boston  appena vista in Spotlight. Ah, anche qui il corrotto dell’FBI viene smascherato da quelli di Spotlight. Il Boston Globe non era un giornale: era la polizia d’America.
Il titolo di Marguerite di Xavier Giannoli potrebbe essere cambiato in un metafisico La stonata. È la storia tra buffa e incredibile, ma vera, e mostruosamente metaforica, di una ricchissima contessa, male amata dal marito, che delira di essere una nota e acclamata cantante lirica e riesce per molto tempo a cantare per pochi, e riverita (per le sue generose donazioni), senza azzeccare una nota che è una: è completamente  inetta al canto, anche sotto la doccia. Ma casca nel duro periodo della Francia nel primo dopoguerra, dove il mondo di prima è stato travolto e tutto è buono per fare casino e avanguardia. In realtà le sue corde vocali per una volta funzionano (come un orologio rotto due volte al giorno segna l’ora esatta): ma non parlano di voce, quanto di non amore. Tra i vari prodigi del film anche una donna barbuta che legge i tarocchi. Migliore battuta di un gaudente tenore gay non contano i sentimenti ma i centimetri (in francese suona meglio: sentiments e centimetres  si pronunciano con la esse…). La distopia (utopia futura sgradevole) di Equals di Drake Doremus risente del nuovo canone “Un collettivo-decide-per-tutti-e-al-bando-le-emozioni-causa-di- guerre”: per cui Romeo e Giulietta nel futuro devono star freddi e far finta di ignorarsi perché emozioni e sesso sono un virus da curare con l’eutanasia: tutti in bianco in un’estetica farmaceutica da colluttorio. Interessante la colonna sonora di Apparat e Dustin O’Halloran.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori