Benvenuti dagli Aristogatti.

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La foto del bambino tedesco alla stazione di Monaco di Baviera con in mano il cartello “Welcome” e qualche suo giocattolo in attesa della vagonata di immigrati ha fatto il giro di ogni pianeta. Ci pensavo ieri girando per il fantastico mercato di Brugine in provincia di Padova, dove ogni prima domenica del mese è una messe di bancarelle dove si trova di tutto e molto di più per pochi spiccioli (quello che ho ‘comprato’ ieri va di diritto nel Guinness Dei Primati del rock’n’roll, lo racconterò un’altra volta).

Passo davanti alla bancarella di un tizio sulla quarantina decisamente sovrappeso. Ai piedi della sua bancarella c’è uno scatolone pieno di zainetti. Quello in cima è fantastico, tutto rosa con l’immagine di Minou, la gattina dei tre fratellini Aristogatti di Walt Disney. E’ anche originale, perdipiù, con tanto di logo ed etichetta Disney. Il prezzo è scritto a pennarello sopra lo scatolone: 2 euro. Una minuscola bambina (non più di 4 anni) passa davanti allo scatolone e vede lo zainetto-Aristogatto, esplode in un grido tra l’estatico e il liberatorio e lo prende tra le manine, lo accarezza, lo abbraccia e lo stringe al mini-petto in deliquio. Dietro di lei mamma in chador e papà in tunica beige la guardano con un sorriso, poi la mamma con qualche imbarazzo si avvicina all’espositore e gli chiede il prezzo dello zainetto.

“C’è scritto sullo scatolone, signora”, risponde lui, “due euro”.

La mamma guarda la sua bambina abbracciata a Minou, si china su di lei, le sfila delicatamente lo zainetto dalle braccia e lo rimette nello scatolone. Poi la prende per la manina, saluta sorridendo il quarantenne della bancarella e insieme al papà in tunica se ne va verso l’uscita.

Il quarantenne guarda il trio allontanarsi dalla sua bancarella. Poi guarda lo scatolone e prende lo zainetto. Raggiunge velocemente la famigliola, accarezza il faccino della bambina e le regala lo zainetto rosa di Minou. Poi torna a passi lenti, e mentre mi passa davanti sussurra “Non lo sopportavo proprio”.

Non sarà come il “Welcome” sul cartello nella foto, ma è bello lo stesso.

 

aristogatti

 

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Glezos
Ha scritto, parlato e tradotto qui e là (da Radio Popolare a Indiscreto, da Rolling Stone a GQ). Produttore artistico, autore, cantante e polistrumentista con Ufo Piemontesi, Francesco Baccini, Zucchero, Maurizio Vandelli e altri. Ha pubblicato i libri Punk alla carbonara e Alla ricerca del Vasco perduto. Glezos è il suo vero nome e non uno pseudonimo, ma non ci crede nessuno.