“Tutti ai posti di partenza: lo start chi lo dà?” #Campovolo2015 è alle porte!

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Il countdown per Campovolo sta per iniziare a breve la sequenza a una sola cifra. Direi che ci siamo davvero.

Chi ha avuto ha avuto, quel che è stato è stato, come è andata è andata, i giochi sono fatti. Ognuno sa le carte che ha in mano, sa chi e cosa maledire e chi e cosa gli manca; sa cosa lo aspetta o almeno ne ha un’idea SUA ma precisa. Sa dove dorme e SE, dorme. Sa con chi va, con chi torna e SE, torna. Sa cosa farà prima e cosa farà dopo, e sa con chi lo farà. L’organizzazione è andata, finita, conclusa. A parte ultimi dettagli di pochissimo e/o nessun conto, Insomma, si tratta solo di aspettare questi ultimi giorni, e “sarà quasi fatta, dai.”

A questo punto si mettono in moto solo due gruppi:

  • quelli che hanno tentennato fino all’ultimo per le questioni più disparate (non c’ho i soldi, non c’ho le ferie, ho un impegno per quella data che non so se salta…) e che adesso finalmente sanno che vanno;
  • quelli che hanno lavorato per le eventuali coreografie/sorprese e che adesso è ora di fare il punto della situazione.

Il primo gruppo non lo invidio affatto. Da tempo sono spariti treni speciali, treni normali, posti tenda, alberghi, pensioni e Bed and Breakfast. Perfino i voli di collegamento da e per la zona sono al limite. Restano disponibili – e anche qui non la darei per buona, o per sempre – solo le opzioni extralusso, quelle che quando le leggi spalanchi gli occhi e dici “QUANTO???” come se avessi saputo a quanto ammontasse finalmente il tesoro del deposito di Zio Paperone. Molti dei pulman aderenti all’evento sono zeppi, altri hanno fatto la doppia e poi la tripla; in molti casi molti hanno preferito l’opzione dei pulman self-organized che hanno il vantaggio di essere “costruiti” su misura rispetto ad un costo diverso. Certo, verranno lasciati un po’ più lontano rispetto agli altri, ma la passeggiata per arrivare a Campovolo con tutto l’armo e il bagaglio in spalla in genere è visto come il miglior cazzeggio in assoluto, non come difficoltà spaccamaroni. E comunque, auguri e in bocca al lupo a voi che vi accingete ad organizzare ADESSO il vostro Campovolo: fatemi sapere come è andata!

Il secondo gruppo invece deve mettere a punto i dettagli – e questi invece sì che occorre farli all’ultimo, a ridosso, che a farli troppo in anticipo si corre il rischio ce gli aderenti si dimentichino tutto – relativi all’organizzazione minuta: manca qualcosa qualcuno? Abbiamo pensato chi è che porta cosa? E ci troviamo tutti lì oppure là? E chi è che si piglia la briga di raccogliere, nell’ordine: soldi idee persone, nonché distribuire il materiale, i gruppi, le risposte alla FAQ? No perché questo è un lavoro, ragazzi. Là fuori c’è gente che pensa che organizzare queste cose (che siano regali, sorprese varie, coreografie di ogni genere e chi più ne ha più ne metta) sia divertente, ma questo davvero significa che proprio scusate, ma non ne capite una beneamata mazza, di cose come queste. Che POI ti diverti, certo, questo è garantito. Ma che prima e durante sia divertente, beh, parliamone. Tra gente che non capisce, quelli che ti dicono ci stò e poi no, quelli che aderiscono e poi non pagano la quota di adesione, tra quelli che non hanno Facebook ma solo il profilo sul bar che per trovarli e parlarci ci vuole la CIA, l’FBAI e il Mossad, tra i sottogruppi che si incazzano tra loro e se la pigliano con i gruppi/le pagine/gli organizzatori di eventi paralleli, concomitanti e concorrenti incitando la massa al boicottaggio feroce, direi che il divertimento è una cosa che è tutta là da venire fino a che il tutto non è fatto, finito, organizzato e soprattutto dopo che è stato apprezzato da colui a cui tutto è diretto e dovuto, il Luciano nostro.

In attesa quindi di vedere e capire come andrà su questo fronte Campovolo 3.0, ovvero Campovolo 2015, sono andata a ripescare una delle sorprese più belle che si siano mai organizzate: parlo non di coreografia, per la quale resta insuperabile quella organizzata per l’Arena di Verona il 20 settembre 2013 link e foto , non di flashmob – che tra l’altro sono e restano eventi difficilissimi da realizzare, ad ogni livello – ma proprio di sorprese a livello “umano”: la colletta messa in piedi dai fan per fare in modo che Amanda Maciel, una fan di Luciano Brasiliana, potesse coronare il suo sogno e passare del tempo in Italia, assistere a un concerto di Luciano e conoscerlo. Amanda arrivò in Italia qualche giorno prima, e se ne ripartì per il Brasile qualche giorno dopo, ma tutti i suoi sogni si avverarono proprio quel 20 settembre lì, in occasione della coreografia dell’Arena.

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Questa volta, per Campovolo 2015, Amanda ci sarà. Ce l’ha fatta da sola, stavolta. In attesa di sapere da lei stessa come andrà, le ho chiesto di raccontarci come andò allora.

Questo è quello che Amanda stessa mi ha scritto.

Quando i miei amici mi hanno svelato la loro iniziativa di regalarmi un concerto di Luciano, mi tremavano le gambe, mi mancava il fiato e subito è passato un piccolo film nella mia mente: la prima canzone di Liga che ho sentito, i miei amici, i concerti che guardavo su internet e potevo solo immaginare, tutte le volte che le sue canzoni mi hanno dato forza per affrontare le difficoltà della vita. Sembrava un sogno dentro del sogno, non sembrava neanche vero quello stavo leggendo, era troppo per me.

Una attesa pazzesca di 4 mesi e poi finalmente arriva il momento di partire. Per la prima volta ho preso un aereo e dopo 12 ore in volo, sono finalmente arrivata nella terra del Liga. A Malpensa mi aspettavano i miei amici Silvia, Rosanna, Marco, Mariacatena, Silvia e Pasquale e mi hanno accolta facendo una festa e cantando una canzone di Liga proprio adatta: “Il meglio deve ancora venire”.

Eravamo tutti emozionatissimi. Tra lacrime, abbracci e sorrisi, vedevo per la prima volta quelle persone che anche se non mi conoscevano di persona, hanno creduto con me che i sogni sono possibili e che non dobbiamo mai abbandonarli.

Mi ricordo bene della sensazione di sentirmi a casa, mi sentivo come una della famiglia, mi hanno accolta a braccia aperte: non dimenticherò mai quella sensazione meravigliosa. Mi hanno fatto sentire tutto il loro affetto.

La data scelta era il 20 settembre, sapevo che stavo per vivere un concerto di Liga ma non speravo di conoscerlo di perdona. Un po’ prima del concerto mi hanno svelato che mi farebbero conoscere mio idolo di persona. Mi mancava il fiato, mi tremavano le gambe e sembrava un sogno che potevo svegliarmi in qualsiasi momento, ma era tutto vero!

Mi hanno fatto entrare al backstage dell’Arena e quando ho visto salire Luciano che salutava altri fan che erano lì, non sono riuscita a trattenere le lacrime… Pensavo “Lui esiste davvero!” e era lì vicinissimo da me e quando Luca Guerra ha detto: “Luciano c’è una persona che è venuta da molto lontano per salutarti” e Luciano subito ha aperto le braccia e sorridendo mi ha detto: “Amanda!” è stato bellissimo.

Neanche nei miei sogni ho potuto immaginare un momento così bello. Luciano mi ha abbracciata. Pensavo che era troppo per me. Lui è stato gentilissimo, simpatico e molto umile. Questo lo sapavo già da sempre ma stavolta ho visto da vicino. Che persona fantastica! Luciano merita tutto il nostro affetto!!!

Però le sorprese non si fermano li. I miei amici hanno organizzato un pranzo per stare insieme e così farmi conoscere altri amici che hanno partecipato ma che non hanno potuto esserci al concerto. Mentre mangiavamo e festeggiavamo in quel ristorante bellissimo (“A Casa di Camilla”, Nds )

https://www.facebook.com/ACasaDiCamilla?fref=ts

è arrivato Luciano! Non me lo aspettavo e quando l’ho visto, di nuovo, non sono riuscita a trattenere le lacrime. No, non era possibile che ancora un volta lui era vicino a me. Non riuscivo a parlare, e lui mi ha chiesto si smettere da piangere perché lo facevo già da tre giorni. Lui ha salutato i fan, ha chiacchierato un po´ e quando è venuto a salutarmi, gli ho ringraziato per tutto quello che ha fatto per me, e lui mi ha risposto in portoghese. In quel momento mi sentivo fortunata di essere fan di una persona come Luciano. Mi ha fatto piangere di nuovo!

E fra tanti momenti bellissimi, una altra sorpresa mi ha stupito, la visita di Mel Previte che rimane sempre il mio musicista preferito! Anche Mel è stato fantastico, una persona meravigliosa!

Ho vissuto momenti indimenticabili, bellissimi che hanno lasciato ricordi per tutta la mia vita! Persone belle che avuto la possibilità di abbracciare e di stare un po’ insieme, persone che non mi conoscevano ma mi hanno aperto le loro case, le loro vite. Quando ho preso il volo di ritorno al Brasile, le sensazioni erano le peggiori e le migliori allo stesso tempo. Mi mancavano tanto le mie bambine e mia mamma però lasciavo in quella terra un pezzo di me. Ma come ha detto una volta il Liga, “Prima e dopo il sogno c’è la vita da vivere…” e quel “dopo” mi faceva male. Tornare alla vita normale dopo aver vissuto emozioni fortissime… non è facile.

Ma citando Liga ancora, “il destino ha la sua puntualità” e quando pensavo che era lontanissima l’idea di tornare in Italia, Luciano ha annunciato Campovolo!

Al volo ho pensato che sarebbe un altro Campovolo perso come quello di 2011 ma qualcosa dentro di me insisteva in dirmi che era possibile. Una amica brasiliana, Fernanda che è stata con me al concerto a San Paolo di “Giro del Mondo”, mi ha dato forza e mi ha detto tante volte che io che potevo farcela!

Adesso ho un lavoro fisso, ho fatto i conti, devo fare un grosso sacrificio e rinunciare a certe cose ma non posso perdere la possibilità di rivedere i miei più cari amici e festeggiare con loro questi 25 anni che Luciano ci fa vivere bellissime emozioni! Allora ho deciso che ci sarò a Campovolo!

Sto vivendo un’altra lunghissima attesa, contando i giorni per La Festa, ma anche l’attesa é bella!

Luciano mi ha insegnato che devo tenere botta sempre, affrontare le difficoltà nonostante i disagi, non perdere mai la speranza e inseguire i miei sogni.

Sarò sempre grata agli amici (e tu sai che sei una di questi 🙂 ) e a Luciano per avermi fatto vivere questo sogno e per l’accoglienza!

Torno in Italia col cuore pieno di gioia e nostalgia, è come tornare a casa… <3

 

Dopo Campovolo vedremo come sarà andata: nel frattempo, benvenuta! Il nostro countdown è anche il tuo, adesso!

 

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La foto di copertina è tratta dal sito: http://campovolo.ligabue.com/blog/

Quella della coreografia è di Ligachannel. http://www.ligachannel.com/arena-2013-gallery-e-reportage-dai-concerti

 

#Campovolo 2015, #Campovolo, #Luciano Ligabue, #Ligabue

 

 

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Chimena Palmieri
Sono Chimena Palmieri, classe 1963. Ho un diploma di Ragioneria, una Laurea in Sociologia, un lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche. Ho un figlio, Francesco; ho amici, molti interessi e poche passioni. Sono nata a Castelfidardo, cresciuta a Numana, vivo ad Ancona: tutto in 30 chilometri, perché “Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”.