• Ah, Sangue del mio sangue (e penne delle mie penne, direbbe Paperino), l’Italia non è una cosa seria ma è tragica. Nel passato e nel presente.
    Nel passato, un po’ manzoniano, nel convento di Bobbio,  si cerca di riparare un equilibrio: si celebra un processo religioso per via di un prete suicida (per amore di una strega?) e il Potere, per dare sepoltura in terra consacrata al prete, richiede che venga dimostrato che la morte non l’ha cercata per disperazione, ma perché tentato dal Diavolo (attraverso la strega): e dunque, confessi la strega, con le cattive. Ma lei non confessa (la carne è più importante del Potere) e viene murata viva. Il fratello dei suicida, uomo d’armi che si veste da religioso per assistere al processo, nel frattempo pecca con la carne con due sorelle, insieme.  Peccato speculare. Anche la “strega” ha peccato coi due fratelli…. E tutti invocano giustizia divina. Mai come nella semplice descrizione delle procedure per averla, questa giustizia, si annida una critica fragorosa alle follie umane…
    Nel presente, a Bobbio, quel convento è nei desideri di un ricco miliardario russo accompagnato da un faccendiere della Provincia. Il che rompe un equilibrio e “risveglia” un vecchio uomo di Potere, un “vampiro” come viene definito, che oramai ha i canini fuori uso (va dal dentista) ed è scocciato dalla vita eterna. La carne poi, e i suoi peccati, se li è dimenticati. Ascolta canzoni degli alpini: il suo sangue è tutto lì. Il Vampiro contatta il faccendiere per ristabilire l’equilibrio. L’analisi del disequilibrio (fatta dal Vampiro col Dentista) è: eravamo una comunità piccola, autosufficiente, in cui ci si prendeva cura gli uni degli altri. Ora c’è questa ossessione della giustizia e tutti chiedono la ricevuta… Ah, povera italia, dove i veri pazzi chiedono ai faccendieri e ai burocrati che vengano loro riconosciute  finte malattie.
    Per tornare al passato, che ne è stato della strega? Era stata graziata in quanto decrepita, lurida e malata dopo una vita sepolta viva. Ma all’abbattimento del muro era ancora giovane e bella. E il cardinale, il Potere di allora, era stramazzato sconvolto. Ah, il cardinale era il fratello del prete, che dalle armi e dai peccati carnali, era passato alla fede e aveva fatto carriera.
    Il vecchio Marco Bellocchio ha ancora I pugni in tasca e ci ha impartito un’altra Ora di religione, deliziosamente anarchica, carnale e in fondo anche profondamente religiosa. E com’è giovane…
CONDIVIDI
Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori