Alfonso Cuaron, messicano, presidente della giuria di Venezia 72, all’inizio aveva detto che voleva essere sorpreso. Alla fine ci ha sorpreso, e dopo che la giuria ha assegnato il Leone d’oro (miglior film) a Desde allà del venezuelano Lorenzo Vigas e il Leone d’argento (miglior regia) a El Clan dell’argentino Pablo Trapero, ha rilasciato all’Ansa una dichiarazione che, nelle sue varianti da telefono senza fili, ispirerà sceneggiature. Sul fatto che i vincitori sono sudamericani non è chiaro se sia stato usato il termine congiura o clan, e sul suo potere potrebbe aver detto di valere come il due di picche, come il re di Svezia o come la regina di Svezia a fronte del parlamento. Speriamo che la Svezia non ci chieda indietro i Nobel. Avrebbe poi pronunciato per scherzo anche la frase tipica dei colpevoli nervosi nei peggiori telefilm: “La verità è che mi  hanno dato un sacco di soldi”.
La frase del giurato italiano Francesco Munzi   “Il palmares parla da solo. Poi Alberto (Barbera) mi ha chiesto di non parlare” probabilmente scatenerà interrogazioni in parlamento nel momento in cui il presidente del consiglio volava negli Usa sicuro che almeno un’italiana avrebbe vinto gli US Open di tennis.
Comunque, un’altra tesi è che col Leone d’oro a Desde allà sia stato dato uno scossone all’omofobia, e francamente era l’ultima cosa a cui pensavamo: credevamo che parlasse di famiglia, potere e vendetta, come peraltro El Clan di Trapero e Per amor vostro di Gaudino.

Detto ciò reazioni del vostro recensore a questi premi:
Leone d’Oro  per il miglior film a Desde allá di Lorenzo Vigas.
Oh (tenue sorpresa)

Leone d’Argento per la Migliore Regia a Pablo Trapero per El Clan.
Mah… (perplessità)

Gran Premio della Giuria ad Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson.
Eh… (leggera soddisfazione)

Coppa Volpi per la Migliore interpretazione maschile a Fabrice Luchini per L’hermine.
Beh, sì(quasi ovvietà)

Coppa Volpi per la Migliore interpretazione femminile a Valeria Golino per Per Amor Vostro.
Ma sì(dai, coraggiosa)

Miglior Sceneggiatura a L’hermine.
Insomma… (non esageriamo)

Premio Marcello Mastroianni al giovane attore emergente: Abraham Attah per Beasts of No Nation.
Vabbé… (non l’ha ordinato il dottore)

Premio Speciale della Giuria: Abluka (Frenzy) di Emin Alper.
Ci sta (e andiamo a bere qualcosa)

Reazioni del vostro recensore ai film non premiati:
Francofonia di Sokurov (ne ha vinti tanti…)
Heart of Dog di Laurie Anderson (mai parlare del Libro tibetano dei morti e dei cani in un video)
Danish Girl  di Tom Hooper  (troppo confezionato per un festival)
Rabin The Last Day di Gitai (troppo politico e impopolare fuori da Israele)
Remember di Egoyan (troppo: scherza coi santi e lascia stare i fanti )
Behemoth di Zhao Liang (Dio, che sofferenza. E poi, se le borse cinesi vanno giù?)
L’attesa di Messina, The Bigger Splash di Guadagnino e Sangue del mio sangue di Bellocchio (mmh… Se non parla Munzi, chi sono io per giudicare?)

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori