Southpaw. Il boxeur di Montecristo

Boxeur che perde tutto riparte da zero per la sua vendetta

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Southpaw – L’ultima sfida
di Antoine Fuqua
con Jake Gyllenhaal, Forest Whitaker, Naomie Harris, 50 Cent, Oona Laurence.
Voto 6+

Mancino, pugile mancino, o anche persona mancina. Questo vuol dire Southpaw. Doveva essere un film per Eminem, seguito ideale di 8 Mile, e non è chiaro come si sia trasformato in questo film di boxe per Jake Gyllenhaal. Nell’evoluzione del soggetto è diventato l’ennesima variante de Il conte di Montecristo: nella prima parte l’eroe, Billy Hope, che viene da un brefotrofio, all’apice della sua fortuna  ha una bella moglie innamorata, una figlia amabile, un castello da cafone arricchito, macchine tutte super, scherani ai suoi ordini, un manager che trasuda infamia mentre respira e quando combatte sul ring più che altro fa boccacce all’avversario o chiude con risse da strada. Ma la sventura incombe: preso di mira da una specie di gangster che vuole il titolo  e provocato, in un sola sera perde la moglie (ammazzata), la villa, le macchine, i soldi, la stima della figlia (che gli viene sottratta dai servizi sociali) ed è abbandonato da tutti.
Come nei drammoni di un tempo, solo chi cade può risorgere: così Hope, per riconquistare hope (la speranza), si rivolge a un allenatore povero e orbo che addestra solo bambini poveri. Accetta di fare l’uomo delle pulizie nella palestra e in un tempo improbabile cambia stile di boxare perché ha trovato il maestro che gli dice che sul ring è come giocare a scacchi e devi sfruttare le carenze dell’avversario più che aggredire. Match finale col cattivo che l’ha derubato di tutto, avete capito come va a finire. Niente paragoni coi classici o coi Rocky. Fuqua sembra aver fatto tutto il film come Hope combatte nel primo tempo: devastato, sudato, insanguinato e cristologico, sempre sul calvario. Il secondo tempo ricorda Kung Fu Panda(ma non è chiaro se per gli  insegnamenti o gli occhi pesti): niente di nuovo sul ring…

YouTube / 01Distribution – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori