Per Bruce un weekend intenso

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Sono stati giorni (e serate) decisamente intensi quelli che Bruce, Patti e Jessica Springsteen hanno trascorso a Roma nell’ultimo weekend. Ma lo sono stati ancora di più per i tanti fans che hanno seguito, e inseguito, il Boss e le sue ragazze tra lo Stadio dei Marmi (dove Jessica gareggiava con il suo splendido cavallo nel Longines Global Championship Tour), l’Hotel de Russie (dove alloggiavano), il ristorante “Dal Bolognese” (uno dei posti preferiti da Bruce e Signora) e le varie strade del centro dove Bruce e Patti, mano nella mano, si sono lasciati andare a lunghe passeggiate con inevitabile shopping.

A colpire – come sempre in questi casi – non è solo la tenacia e la compostezza con cui i fans del Boss (molti al di sopra dei 50 anni) hanno atteso imperterriti per ore (anche sotto la pioggia)  che Bruce passasse anche solo per un breve saluto con la mano, un autografo al volo su un vinile o su un cd, una foto scattata col cellulare. Cosa che dal canto suo Bruce -ma anche Patti e Jessica – non ha mai rifiutato a nessuno, nonostante la sua fosse una vacanza a tutti gli effetti. A colpire – dicevo – è soprattutto  l’ansia che inizia a pervaderti nel momento un cui vieni s sapree che lui, proprio il Boss, sta per arrivare nella tua città e per di più a pochi metri da casa tua. E qui scatta invitabilmente un vortice di domande le cui risposte si contraddicono l’una con l’altra: vado, non vado, provo a fermarlo, no non voglio disturbarlo, gli chiedo una foto, ma no non ho mica 15 anni…

Poi però, se fai questo mestiere (quello del giornalista, intendo, non quello del fan), l’occasione per inconrarlo te la crei. Basta farsi trovare al posto giusto nel momento giusto ed è lì che ti giochi le tue carte, ovvero la tua professionalità e la tua correttezza.

Abbiamo anche provato a chiedere a Springsteen quando lo rivedremo in tour ma lui ha glissato elegantemente fingendo di non aver sentito la domanda. Tante le cose che avremmo voluto chiedergli, ma poi quando te lo trovi davanti in una situazione assolutamente anomala rispetto a come sei abituata a vederlo, ovvero non scatenato sul palco con la chitarra al collo a cantare il suo rock leggendario, ma in totale rilassatezza seduto ad un tavolo, senti che non puoi invadere quel suo spazio personale, quella sua tranquillità silenziosa che lo porta magari ad ammirare lo splendido giardino in cui si trova mentre sorseggia un drink cercando e stringendo la mano della sua amata Patti che siede accanto a  lui. In quel momento – nonostante l’incredibile e strabordante fascino che continua ad emanare – non è più la rockstar planetaria ma è soltanto Mr. Springteen: un americano in vacanza a Roma con la moglie e la figlia che vuole solo godersi le gare di Jessica, le bellezze e l’ottimo cibo  della Città Eterna. Bruce ha sempre amato molto l’Italia , e Roma in particolare, e siamo sicuri che ci ritornerà presto, magari per suonare. E allora sì che lo vedremo nella sua veste megliore, quella che ci piace di più, quella dell’eterno ragazzo nato per correre.

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.