I mutanti della musica rap

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La musica rap da molti è stata rinnegata, soprattutto in Italia.  Per questo troppi hanno ceduto al richiamo delle major cambiando completamente strada e rinnegando quello che erano stati, spesso anche con risultati egregi… Per questo oggi vorrei portarvi in un piccolo viaggio in quello che erano tanti cantanti che ora conoscete sotto un altro aspetto.

C’è chi è cambiato del tutto, sia come aspetto fisico che come stile, scegliendo di rimanere fedele alla musica rap e riuscendo a ritrovarsi dopo un esordio musicale decisamente rivedibile che a tanti amanti della musica rap aveva fatto gridare all’aborro. Era il 1997 quando Micky Mix, al secolo Michele Salvemini, dopo delle fugaci apparizioni sull’allora Videomusic e qualche pezzo registrato qua e là, si presentò a Sanremo, con la canzone E la notte se ne va

Ripartiamo da una sua autocitazione Egli fu Mikimix, cantante insignificante, dal cui autodisgusto nacque il se stesso odierno”…beh dai lo avrete riconosciuto. Era Caparezza, che con il singolo cantato a Sanremo ottenne davvero molto poco in Italia, ma ebbe un discreto successo all’estero, soprattutto in Francia. Capa ebbe la capacità di fermarsi, di lavorare su se stesso e ritornare con una nuova immagine ed uno stile completamente unici, che ora gli valgono giustamente a mio modo di vedere tutto il successo che sta ottenendo.

C’è chi invece ha deciso proprio di abbandonare la “mia” musica. Parto da un espediente facendo una premessa, ovvero che al giorno d’oggi sono davvero pochi a mio gusto i rapper di livello e quelli che io apprezzo sono difficilmente spinti dalle major. Comunque era una sera di prima estate e la Rai stava trasmettendo un mega concerto che mi sembra si chiamasse Wind Music Awards… quando a un tratto viene presentata una coppia… Marracash ft Neffa… i due entrano, il primo rappa ed il secondo canta il ritornello (secondo me con una discutibile intonazione ma è puramente un gusto personale) un vero dolore, perché ragazzi miei, quel Neffa (che prende il proprio nome d’arte da un ex giocatore di calcio meteora della Cremonese) era uno dei migliori rapper che io abbia sentito italiani. Nato musicalmente con i sangue misto, esplose nella sua carriera da solista con un pezzo che a mio parere rappresenta una vera e propria pietra miliare della storia della musica rap italiana, fu forse il primo vero pezzo di impatto “commerciale” ed aprì le porte del successo ad un giovane Giovanni Pellino, che con un cappellino della Fortitudo Bologna in testa, cantava Aspettando il sole

Neffa con il tempo era diventato una vera e propria certezza, soprattutto per noi amanti della musica Rap ed allora nella scena italiana la concorrenza era davvero alta, ma lui era riuscito a portare questa musica nelle orecchie dei molti  tant’è che anche Marina Rei, all’epoca all’apice del suo successo decise di remixare assieme a lui il suo pezzo più famoso, ovvero Primavera e la fusione non fu affatto male, per un esperimento rimasto forse troppo isolato nell’ambiente della musica italiana.

Sulla cresta dell’onda Neffa preparava il suo secondo lavoro da solista, e nel 1998 uscì l’album 107 Elementi, che probabilmente non gli diede il successo che si aspettava, tant’è che dopo una pausa lo ritrovammo nelle radio a cantare (sempre a mio personalissimo parere con discutibile intonazione) “la mia signorina”, ma da quel “107 Elementi” a mio parere secondo me sono usciti pezzi di indiscutibile livello, come il singolo spinto molto per radio Non tradire Mai  accompagnato dalla splendida voce di Al Castellana

In Italia vince chi canta l’amore…ahime, e lo hanno capito bene coloro che hanno fatto del “turu turu tu tu” il loro marchio di fabbrica, si perché i dolci e melodici Zero Assoluto un tempo tanto dolci non erano, anzi, si affacc
iarono al mondo della discografia con Pantaloni e giacche XXXXL rimarcando la loro appartenenza a Roma e fede calcistica giallorossa con il loro primo singolo che li lanciava ufficialmente sulla scena rap, era il 2000, ed accompagnati da Chef Ragoo (altro esponente della scena romana) ci presentarono L’ultimo capodanno

A distanza di due anni Thomas e Matteo ci riprovarono, cercando di mantenersi sul genere e tirarono fuori un beat di tutto rispetto che ebbe un buon impatto nelle radio ma non gli garantì evidentemente il successo discografico che si aspettavano e così “Magari Meno” fu l’ultimo capitolo prima del “turu turu tu tu” che ora è il loro marchio di fabbrica…un peccato.

Per concludere, questo viaggio senza rischiare di diventare noioso, porto il caso di uno dei cantanti che maggiormente ammiro per doti vocali in italia, ovvero Giuliano Palma che con i Bluebeat
ers
ha riportato suoni vintage ma molto allegri ed orecchiabili nelle radio italiane e che si contraddistingue sempre con prodotti di altissimo livello sonoro e discografico, ma prima di essere quello che è ora, Giuliano è stato parte di uno di quei gruppi che rappresentano una pietra miliare della musica Rap Italiana, ovvero i Casinò Royale, e la loro CRX io rifletto” è un pezzo che avrà vita eterna.

Bene ragazzi, per questo appuntamento è tutto ma presto faremo assieme un viaggio in quelli che sono stati gli anni d’oro della musica rap italiana perché c’è qualche pezzo che mi piacerebbe davvero farvi ascoltare!

Stay Tuned!

 

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Pillu
Tutti mi chiamano Pillu da pochi giorni dopo la mia nascita, a Roma nel 1980. Musicalmente nasco e cresco nella Black dove mi sono cimentato e mi cimento sia come rapper che come DJ. La musica è una costante nella mia vita e nella mia mente, che fa voli pindarici. Ogni situazione che vivo ha un motivo di sottofondo. Amo ogni genere musicale purchè mi trasmetta qualcosa, che sia Giovanni Allevi o Skrillex, perchè il suono deve colpirmi l'anima ed accompagnarmi nella pellicola che scorre nella mia testa.