Ricordando Campovolo del 2011

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16 luglio 2011, seconda edizione di Campovolo. Ecco la recensione che scrissi subito dopo il concerto. La ripropongo, per iniziare a entrare nell’atmosfera giusta e cominciare a prepararsi alla nuova festa, sperando che sia sempre più bella, un’altra di quelle serate da raccontare un giorno a figli e nipoti…

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Doveva essere una festa, e lo è stata. L’atmosfera a Campovolo per tutto il giorno è stata gioiosa, e quando alle 21,18 sul palco è esplosa la musica l’entusiasmo dei circa 120mila convenuti al più grande evento dell’estate 2011 è diventato incontenibile. Ecco, una delle cose più belle è stato proprio il pubblico: bastava guardarli in faccia per capire che erano lì perché avevano una gran voglia di divertirsi e dimostrare tutto il loro amore al loro idolo. Che da parte sua li ha ricambiati dando tutto se stesso e regalando un (ottimo) concerto della durata di quasi tre ore. Ha proposto ben 31 canzoni, inclusi due brani inediti, facendo ruotare attorno a sé i tre diversi gruppi che lo hanno accompagnato nel corso della sua carriera: ClanDestino, La Banda e la formazione che lo accompagna attualmente, rinforzati qui e là da Mauro Pagani e Corrado Rustici (complessivamente ben 16 musicisti). Stavolta tutto è filato liscio come l’olio: straordinario il palco, lungo 90 metri e con una superficie totale di 1.100 mq. Un mega-video alle spalle dei musicisti lungo 65 metri e per un totale di 620 mq di schermi ha fatto risaltare i molti interventi di computer graphic. Sul palco c’erano anche 9 colonne trifacciali ruotanti alte 10 metri. E distribuite un po’ ovunque ben 19 torri d’ascolto: stavolta non c’è stato il minimo problema con l’impianto audio, si sentiva perfettamente anche negli angoli più distanti.

Ma voglio ripeterlo, le lodi più esagerate bisogna farle al pubblico. Ho visto buona parte del concerto dal ring riservato agli iscritti al Bar Mario: bastava guardarli in faccia per capire che erano tutti emozionantissimi, e quell’emozione sicuramente ha fatto arrivare sul palco una grande energia. Ma anche il resto del pubblico era lì perché voleva far festa, e l’atmosfera è stata quella di un festival rock: ci sono persone che hanno soggiornato in tenda per più di una notte, hanno trasformato quel grande campo in un autentico villaggio, tutti erano disposti a fare qualcosa per aiutare il proprio vicino, non ho assistito a una sola rissa, nemmeno a un accenno. Tra il Liga e i suoi fan c’è una simbiosi praticamente perfetta, e loro continuano a inventarsi cose per renderlo felice. Per esempio, durante l’esecuzione de I duri hanno due cuori (brano che è risultato il più amato dai fan grazie a un sondaggio organizzato da LigaChannel), la maggior parte degli iscritti al Bar Mario hanno tirato fuori cartelli con su scritto “grazie”, e l’effetto scenografico era notevole.

Una curiosità: la regione dove sono stati venduti la maggior parte dei biglietti è stata la Lombardia (27,31%), seguita dall’Emilia-Romagna (20,30%). Più distaccati il Lazio (8,45%), il Piemonte (8,06%), il Veneto (7,17%) e la Toscana (6,56%). Chiudono questa classifica il Molise (0,48%), la Basilicata (0,27%) e la Valle d’Aosta (0,12%). Da notare che lo 0,62% dei biglietti sono stati venduti all’estero: personalmente ho incontrato un ragazzo arrivato apposta dal Brasile, un altro dall’Australia e un gruppo piuttosto corposo dalla Spagna.

Nel pomeriggio, durante un incontro con la stampa, Luciano ha annunciato due progetti che si concretizzeranno nei prossimi mesi: il primo uscirà a novembre; trattati si un doppio album dal vivo contenente la registrazione del concerto. I brani inediti registrati in studio saranno tre: i due che ha presentato a Campovolo (M’abituerò e Sotto bombardamento, scritti rispettivamente ai tempi di Sopravvissuti e sopravviventi e Buon compleanno Elvis), più un pezzo intitolato Ora e allora, rimasto fuori da Arrivederci mostro. Dice Luciano: «Durante le prove per Campovolo ho convinto Rustici a venire un paio di giorni in sala d’incisione con me e lo abbiamo inciso. È un pezzo che parla dio cambiamenti relativi a cose e persone, quindi direi che è il sigillo perfetto per questa fase». La seconda novità era già stata annunciata nei giorni scorsi: dal concerto sarà ricavato un film in 3D.

Introducendo Il meglio deve ancora venire, Luciano ha fatto un appassionato discorso basato sulla speranza e sul futuro, dicendo tra l’altro: «Vorrei che tra stasera e domani concepiste almeno mille figli. Sarebbe una grande risposta a chi vorrebbe farci credere che il futuro sarà tutto nero». Poi ha chiamato sul palco tutti e 16 i musicisti e ha concluso il concerto con Taca banda, trasformandolo in un lungo divertissiment. Ma ecco la scaletta completa del concerto:

Questa è la mia vita (con la formazione attuale)

Un colpo all’anima (con la formazione attuale)

I ragazzi sono in giro (con la formazione attuale, brano caratterizzato da bei fumetti proiettati sugli schermi)

Ci sei sempre stata (con la formazione attuale e assolo finale di Rustici)

Atto di fede (con la formazione attuale)

Le donne lo sanno (con la formazione attuale)

Ho ancora la forza (duetto Liga-Pagani, che suona l’armonica, il flauto e il violino)

A questo punto è comparso sul palco per la prima volta Claudio Maioli, con sigaro e camicia hawaiana: ha inserito una moneta in una sola machine e sugli schermi sono apparse le facce dei ClanDestino.

Anime in plexiglass (con i ClanDestino)

Figlio d’un cane (con i ClanDestino, con assolo finale di Cottafavi)

M’abituerò (primo inedito, con i ClanDestino rinforzati da Rustici)

Marlon Brando è sempre lui (con i ClanDestino e altro assolo di Cottafavi)

I duri hanno due cuori (con i ClanDestino)

Non è tempo per noi (con i ClanDestino e nuovo assolo di Cottafavi, sugli schermi scorrono immagini di repertorio)

Balliamo sul mondo (con i ClanDestino, ulteriore assolo di Cottafavi)

Il giorno di dolore che uno ha (altro duetto Liga-Pagani, il primo con chitarra acustica, il secondo con bouzouki)

Claudio Maioli torna sul palco: stavolta compaiono le facce dei componenti La Banda

In pieno rock’n’roll (con La Banda)

Vivo morto o X (con La Banda, con una intro diversa)

Viva (con La Banda e assolo di Mel Previte: verso la fine del brano compare la scritta «Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo della passione», citazione di Hegel)

Sotto bombardamento (secondo inedito, con La Banda)

Quella che non sei (con La Banda, con assoli di Fede e Mel)

Certe notti (con La Banda, con assolo di Fede)

Tra palco e realtà (con La Banda)

Buonanotte all’Italia (con La Banda, più Rustici alla chitarra e Pagani al bouzouki e al violino)

Quando canterai la tua canzone (con la formazione attuale. Introducendo il brano Luciano ricorda la campagna che ha fatto contro la liberalizzazione dell’acqua)

A che ora è la fine del mondo? (con la formazione attuale e assolo sul finale di Fede)

Piccola stella senza cielo (con la formazione attuale più Rustici, che fa un assolo)

Sulla mia strada (con la formazione attuale)

Urlando contro il cielo (con la formazione attuale)

Il peso della valigia (primo bis, con la formazione attuale)

Il meglio deve ancora venire (secondo bis, con la formazione attuale)

Luciano richiama sul palco tutti i musicisti e parte il terzo e ultimo bis Taca banda.

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".