Campovolo 2015. Tutto molto bello

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Per dire come è stato potrebbero bastare tre parole: tutto molto bello. Ma limitarsi a questo sarebbe ingeneroso per raccontare un concerto di 40 canzoni, durato oltre tre ore e mezzo (il più lungo che Luciano abbia mai fatto) e visto da più di 150.000 spettatori: l’immagine di Campovolo fotografato dall’elicottero intorno alle ore 17 e proiettata in sala stampa dagli organizzatori Claudio Maioli e Ferdinando Salzano era impressionante. E a quell’ora nell’area del concerto c’erano “soltanto” 100.000 persone, parte dei quali arrivati già il venerdì quando è iniziata la festa, e alcune migliaia disciplinatamente in fila davanti ai tornelli già di prima mattina.
IMG_1001A proposito di spettatori, ecco qualche numero: la regione da cui ne sono arrivati di più è la Lombardia, dove sono stati acquistati il 24,42% dei biglietti; il 17,61% li hanno acquistati in Emilia Romagna, il 10,34% nel Lazio e il 9,09% nel Veneto. Come singole città, invece, in cima alla lista c’è Milano con 10.785 biglietti venduti, segue Roma con 10.624 e, ovviamente, Reggio Emilia con 6.632. Ma è sorprendente scoprire che sono arrivati anche 2.156 spettatori dalla Sicilia, 771 dalla Basilicata e 762 dalla Sardegna.
Numeri importanti, che fanno capire che ormai Campovolo è diventato un autentico brand. Infatti Maioli e Salzano hanno raccontato che stanno accarezzando l’idea di trasformare quest’area in un’arena per concerti capace di contenere almeno 100.000 spettatori, e che quindi potrebbe ospitare regolarmente grandi eventi di caratura internazionale (sarebbe la più grande arena europea).
Ma di questo progetto magari ci occuperemo in maniera più approfondita prossimamente. Qui dobbiamo e vogliamo parlare del concerto che Ligabue ha regalato ai suoi fan per festeggiare i 25 anni di carriera. E conseguentemente i 25 anni del suo album d’esordio, quel Ligabue contenente brani diventati mitici come Balliamo sul mondo, Bambolina e barracuda, Piccola stella senza cielo, Marlon Brando è sempre lui, Non è tempo per noi, Bar Mario, Sogni di rock’n’roll.
Ma ricorrevano anche i 20 anni di un altro album molto importante nella carriera del Liga, Buon compleanno Elvis, quello che lo ha fatto diventare un indiscusso numero 1. E i 10 dal primo concerto di Luciano a Campovolo, svoltosi il 10 settembre 2005. Insomma, i motivi per fare una grande festa erano molteplici. E Luciano per farla ha scelto un modo molto originale: riproporre per intero gli album Ligabue e Buon compleanno Elvis, facendosi accompagnare dai musicisti con cui suonava all’epoca, quindi i ClandDestino e La Banda; più altre 15 canzoni, inclusi i successi più recenti, cantate con Il Gruppo che lo ha affiancato negli ultimi tour.
Per i fan è stata l’occasione per ascoltare brani mai fatti prima in concerto, e altri proposti con gli arrangiamenti originali, praticamente identici alle versioni incluse negli album. Il tutto in un contorno da grande evento, di quelli che tra qualche anno chi c’era racconterà a figli e nipoti: un palco lungo 70 metri, con una superficie di 700 mq; un megaschermo di 850 mq; un impianto di due milioni di watt di potenza (infatti l’acustica era perfetta ovunque).
IMG_0975Luciano ci teneva un casino a far bella figura e si è preparato con lo stesso spirito di un pugile che deve combattere per il titolo mondiale. Ci ha riflettuto per mesi, poi il suo staff ha lavorato parecchio per curare tutto nei minimi dettagli: soltanto per l’allestimento sono occorsi 25 giorni. Alla fine il Liga è salito su quel ring sesquipedale ultraconvinto, e i 16 musicisti che si sono alternati lo hanno sostenuto alla grande. Tutto è filato liscio, e non ci sono stati errori evidenti. Eccezion fatta per uno sul primo dei due bis, Il giorno di dolore che uno ha, una delle canzoni più intense dell’intero repertorio del Liga: a causa di una chitarra scordata, dopo qualche strofa ha interrotto l’esecuzione ed è ripartito da capo, dicendo: «Scusate, ma voglio farla bene».
Già ampiamente appagato, il pubblico non ha reagito fischiando, come sovente accade in situazioni del genere, ma tributandogli l’ennesimo applauso. Del resto un concerto come questo non poteva essere rovinato da un singolo errore: la gente è tornata a casa contenta. Ma non tutti lo hanno fatto subito dopo la fine dello show. Su invito degli organizzatori, anche in considerazione della situazione piuttosto critica della viabilità, parecchie migliaia di persone anziché passare ore in coda per rientrare a casa, hanno preferito fermarsi nell’area del concerto per proseguire la festa fino all’alba.
Insomma, tutto molto bello, come dicevo all’inizio. Ora Luciano, dopo due anni passati in tour, farà ancora un’ospitata martedì al concerto di Francesco De Gregori all’Arena di Verona, poi si concederà un lungo periodo di riposo. Dopodiché si concentrerà su un nuovo album. Ma al momento non è dato sapere se lo pubblicherà nel 2016. Mentre è certo che questo concerto non sarà documentato da un Dvd.

Ecco la scaletta della serata

Album Ligabue, Ligabue & ClanDestino (Gigi Cavalli Cocchi, batteria; Max Cottafavi, chitarre; Luciano Ghezzi, basso; Giovanni Marani, tastiere; ospiti: Anchise Bolchi, banjo e violino; Emiliano Vernizzi, sax)
1) Balliamo sul mondo (l’intro non veniva proposto dal 1990)
2) Bambolina e barracuda (durante il ritornello compaiono sullo schermo della labbra bistrate di rosso)
3) Piccola stella senza cielo (riproposto come faceva nel 1990, con un medley di classici rock: Riders on the storm dei Doors, Knockin’ in heaven’s doors di Bob Dylan, See me feel me degli Who, Because the night di Patti Smith e Gloria dei Them. Sullo schermo compaiono diverse citazioni tratte dalla copertina dell’album Ligabue)
4) Marlon Brando è sempre lui (qui indossa il mitico gilet di cavallina, da lui stesso definito «la punta di massima tamarraggine in 25 anni di carriera». Però ci tiene a dire che il gilet che indossa è totalmente sintetico!)
5) Non è tempo per noi (per la prima volta in assoluto viene riproposto live nella versione originale country con tanto di banjo)
6) Bar Mario (Sul video immagini di Radiofreccia e quelle di un Bar Mario grafico con le locandine del primo concerto a Correggio e le immagini di un live d’epoca, con Liga e Mario che festeggiano , spruzzando spumante sul pubblico)
7) Sogni di rock’n’roll (Liga in passerella suona la chitarra)
8) Radio radianti (dal vivo non lo suonava dal 1990. La versione è quella live originale)
9) Freddo cane in questa palude (grafica di acqua in bianco e nero che gorgoglia al rallentatore)
10) Angelo della nebbia (Esplosioni di fumo a ritmo di batteria. Sale sul palco il violinista Anchise Bolchi. Finale country)
11) Figlio d’un cane (Grafica con meduse ai lati dello schermo. Sul finale Max Cottafavi in passerella)

Album Buon compleanno Elvis, Ligabue & La Banda (Robby “Sanchez” Pellati, batteria; Fede Poggipollini, chitarre; Mel Previte, chitarre; Antonio “Rigo” Righetti, basso; ospiti: Max Lugli, armonica; Pippo Guarnera, Hammond)
1) Vivo morto o X (inizia con un assolo di armonica di Max Lugli. A fine brano una grande X nera compare sul megaschermo)
2) Seduti in riva al fosso (intermezzo di Paolo Guarnera all’Hammond)
3) Buon compleanno, Elvis! (Luciano indossa, come faceva all’epoca, la giacca e gli occhiali di Elvis. Poi viene gonfiato un grande pupazzo che ritrae Elvis)
4) La forza della banda (sullo schermo la grafica con le casse che pompano)
5 Hai un momento, Dio? (video con dettagli del bambino che appare sulla copertina del disco)
6) Rane a Rubiera blues (Liga accompagna con la chitarra acustica un coro di rane)
7) Certe notti (Liga passeggia sulla passerella)
8) Viva! (Luciano indossa la giacca bianca che indossava nel videoclip)
9) I “ragazzi” sono in giro (il lyric video scorre sul megaschermo)
10) Quella che non sei (assolo di Poggipollini, Liga in passerella)
11) Non dovete badare al cantante (sullo schermo immagini delle recensioni dell’epoca)
12) Un figlio di nome Elvis (video con atmosfera circense)
13) Il cielo è vuoto o il cielo è pieno
14) Leggero (inizia con Liga in passerella, solo voce e chitarra, con la camicia verde che usava all’epoca. Poi interviene La Banda)

Il meglio di Giro del mondo e altro, Ligabue & Il Gruppo (Michael Urbano, batteria; Fede Poggipollini, chitarre; Niccolò Bossini, chitarre; Davide Pezzin, basso; Luciano Luisi, tastiere)
1) C’è sempre una canzone (2015)
2) Il meglio deve ancora venire (2010)
3) A modo tuo (2015)
4) Questa è la mia vita (2002)
5) Non ho che te (2015. Prima volta che viene suonato live)
6) Sono qui per l’amore (2005. Alla fine c’è l’ormai usuale sketch tra Luciano e il Maio: stavolta al posto del caffè, i due stappano bottiglie di spumante per festeggiare simbolicamente col pubblico)
7) Urlando contro il cielo (1991)
8) Ho perso le parole (1998. Scene di Radiofreccia sullo schermo)
9) Si viene e si va (1999. Alla fine lancio di fumogeni alti 80 metri)
10) Il muro del suono (2013)
11) Buonanotte all’Italia (2007. Proiettate sullo schermo foto di Alberto Sordi, Anna Magnani, Dario Fo & Franca Rame, Ennio Morricone, Enrico Berlinguer, Enzo Jannacci, Fabrizio De André, Federico Fellini, Franco Franchi & Ciccio Ingrassia, Giovanni Falcone & Paolo Borsellino, Luciano Pavarotti, Lucio Dalla, Luigi Tenco, Marco Pantani, Marco Simoncelli & Valentino Rossi, Margherita Hack, Massimo Troisi, Aldo Fabrizi, Mina, Papa Francesco, Pier Paolo Pasolini, Pino Daniele, Rita Levi Montalcini, Roberto Benigni, Roberto Saviano, Samantha Cristoforetti, Sandro Pertini, Vittorio Gassman, Augusto Daolio, Eduardo De Filippo, Mike Bongiorno, Francesco Di Giacomo, Pierangelo Bertoli, Angelo Carrara, Carlo U. Rossi, Gianni Iotti, Giovanni “Giuanin” Ligabue, Paolo “Feiez” Panigada, Stefano Ronzani)
12) A che ora è la fine del mondo? (1994. Immagini dei video originale proiettate in televisioni vintage grafici)
13) Tra palco e realtà (1997)
14) Il giorno di dolore che uno ha (1997. Luciano la definisce come «la canzone più utile che abbia mai scritto». Niccolò Bossini in passerella)
15) Con la scusa del rock’n’roll (2013. Sul megaschermo quadrati bianchi e rossi – i colori ufficiali di Campovolo 2015 – disposti a scacchiera, dentro i quali scorrono diverse immagini di concerti del passato. Finale con la scritta LIGABUE rossa e bianca che lampeggia. Poi partono i fuochi d’artificio dai quattro angoli di Campovolo).

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".