Arriva Netflix: occhio allo spoiler

30
0

Ci siamo, arriva, è alle porte. Da ottobre il colosso Netflix, il più grande e importante servizio di streaming, sbarca in Italia con tutto il suo carico di serie tv come Narcos, Marvel’s Daredevil, Sense 8, Bloodline, Marco Polo. Ma anche con documentari, comic show e entertainment per bambini. Quasi 8 euro al mese e pronti a sedersi sul divano insieme ai 60 milioni di abbonati in 50 paesi del mondo. Ma attenzione perché tutta questa meraviglia tecnologica e tutte le incredibili e attese serie tv potrebbero essere rovinate da Netflix stessa con “Living with spoilers”, una sorta di distributore automatico e randomico di finali. La società statunitense ha commissionato infatti una ricerca sullo spoiler dalla quale è risultato che la pratica della diffusione delle anticipazioni sta diventando globale e non condiziona la visione e quindi sta diventando una pratica legale e morale. Non si sa ancora se il servizio on demand pronto a sventolare la bandiera tricolore lancerà, come già fatto negli Stati Uniti e in altri paesi, un sito sul quale svelare, anzi spoilerare finali di serie tv e di film. Come funziona? Appena si clicca sulla pagina web appaiono tre sezioni: “Che tipo di spoileratore sei?”, dove si può fare un rapido test per capire se si è un power, clueless, impulsive, coded o uno shameless spoiler, “Quali spoiler sono di pubblico dominio?”, dove bisogna riconoscere da che film o serie sono tratte alcune frasi, così da migliorare una statistica generale sull’indice di diffusione degli spoiler. In ultimo la sezione più pericolosa: “Spoilera te stesso”. Qui il rischio è altissimo, tant’è che viene chiesto ben due volte se si vuole procedere, se cliccare su un grosso pulsante con la scritta “enter”. Una volta entrati la responsabilità è tutta vostra perché partirà a casaccio la scena finale, il momento clou di una serie tv o di un film. Pochi secondi e il danno è fatto. Sicuri di essere al sicuro con Netflix?

 

CONDIVIDI
Tobia Dell'Olio
Sono del '68 e ascolto musica da sempre. La mia prima cassetta aveva sul lato a gli Alan Parson Project e sul b gli Imagination. Poi nel '79 la folgorazione grazie (infinite grazie, tantissime grazie!) all'insistenza di mio fratello: i Pink Floyd. Non contento negli anni successivi mi portò a spasso anche nel jazz e nella fusion. Da lì non mi sono più fermato, divorando ogni giorno musica e con la possibilità di farla ascoltare a tantissima gente grazie alla radio. Lavoravo infatti come speaker e mettevo "on air" la musica che più mi piaceva, senza imposizioni. Poco dopo ho iniziato a scrivere di musica e da circa 6/7 anni anche di serie tv e ho deciso di coinvolgervi in questa doppia mia passione.