Rimmel di De Gregori compie 40 anni: il racconto della festa all’Arena

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«Quella di questa sera non è stata la celebrazione di Rimmel. Non mi piace questa parola. Preferisco dire che abbiamo festeggiato il compleanno di quell’album ed è stata una festa priva di malinconia, nonostante i quarant’anni trascorsi». Esordisce così, Francesco De Gregori, ieri sera all’incontro con la stampa al termine del concerto – evento che l’ha visto protagonista all’Arena di Verona, per i festeggiamenti del suo album più famoso, inciso nel ’75. Festeggiamenti in grande stile, in un’Arena gremita, ricca di ospiti e in cui De Gregori ha indossato le vesti del perfetto padrone di casa. Come rivelato dallo stesso cantautore romano, intenzione del concerto è stata quella di mantenere un certo rigore filologico, con un’aderenza alle versioni originali delle canzoni cui De Gregori certo non ci aveva abituato. Le digressioni e i nuovi arrangiamenti, naturalmente, non mancano. Ma, per un concerto che ha come obiettivo quello di festeggiare un disco divenuto ormai immortale, rendergli omaggio con i suoni e le caratteristiche originari è una scelta quasi d’obbligo. Il pezzo che apre il concerto, tuttavia, già ci fa capire che Rimmel sarebbe stato l’album al centro della serata, ma non un totem da adorare nel suo intero corso. Lettera da un cosmodromo messicano, Il canto delle sirene, La leva calcistica del ‘68. Per il primo assaggio di Rimmel bisognerà attendere la quarta canzone: Il signor Hood.
DB_Rimmel15-Arena-1_foto di Daniele Barraco_mCome in ogni festa che si rispetti, già lo avevamo detto, anche ieri sera tanti sono stati gli ospiti che si sono alternati sul palco, omaggiando come meglio sapevano i brani di Rimmel: mettendo a disposizione la loro voce. E ciò che spicca di questa serie di artisti è la loro eterogeneità. Il primo a salire sul palco è stato un cantante apparentemente agli antipodi con la musica di De Gregori: Caparezza. Con il principe ha duettato sulle note di L’agnello di Dio e Bufalo Bill, per poi ritagliarsi perfino uno spazio indipendente, cantando Vieni a ballare in Puglia. Ma Capa non è stato l’unico rapper della serata e ancora più sorprendente è stata la partecipazione di Fedez, che ha aggiunto delle brevi strofe rappate al testo di Viva l’Italia. E, ancora, Malika Ayane ed Elisa: due tra le voci più belle della musica italiana. Fausto Leali, che sul palco dell’Arena di Verona ha cantato La valigia dell’attore, pezzo tra l’altro da lui inciso in passato e, parallelamente, è stato omaggiato da De Gregori, con cui ha duettato sulle note di A chi, ricalcando allo stesso modo l’incisione del pezzo da parte del principe. E poi Ligabue, senza dubbio l’ospite più acclamato dal pubblico, Giuliano SangiorgiChecco Zalone, l’Orage. Il tutto riassumibile con una sola parola: raffinatezza. Raffinatezza nella scelta del suono, degli arrangiamenti, dalle forti venature blues. De Gregori sul palco può contare su una band di prim’ordine e, come da lui sostenuto, una delle migliori d’Italia, composta da Lucio Barti e Paolo Giovenchi alle chitarre, Lola Feghaly e Lalla Francia ai cori, Elena Cirillo al violino, Alessando Arianti a pianoforte, fisarmonica e tastiere, Stefano Parenti alla batteria, Giorgio De Baldi al trombone, Alessandro Valle alla pedal steel guitar, Giancarlo Romani alla tromba, Stefano Ribecca al sax e Guido Guglielminetti al basso. Gli arrangiamenti sono studiati fin nei minimi particolari: il suono, pieno, è un tappeto su cui possono destreggiarsi le dita blues dei chitarristi. Il tutto, nel nome di una precisione e di una perizia incredibili, saputesi conciliare con il gusto: ecco gli ingredienti per far suonare ancora così attuale e bello un disco che oggi compie quarant’anni. Tanti auguri, Rimmel!

Ecco la scaletta del concerto:

1) Lettera da un cosmodromo messicano
2) Il canto delle sirene
3) La leva calcistica del ‘68
4) Il signor Hood
5) Quattro cani
6) L’agnello di Dio (con Caparezza)
7) Piccola mela (con Malika Ayane)
8) Pablo (con Giuliano Sangiorgi)
9) La valigia dell’attore (con Fausto Leali)
10) Buonanotte fiorellino (Elisa)
11) Bufalo Bill (con Caparezza)
12) Guarda che non sono io (Giuliano Sangiorgi)
13) Finestre rotte
14) Viva l’Italia (con Fedez)
15) Piano Bar (con Checco Zalone)
16) Pezzi di vetro (Malika Ayane)
17) Il muro del suono (con Ligabue)
18) Alice (con Ligabue)
19) Niente da capire
20) Le storie di ieri (L’Orage)
21) Vieni a ballare in Puglia (Caparezza)
22) Bellamore (con Elisa)
23) A chi (con Fausto Leali)
24) Generale
25) La donna cannone
26) Sotto le stelle del Messico a trapanar

BIS
27) L’abbigliamento di un fuochista (con Ambrogio Sparagna)
28) Rimmel (con Giuliano Sangiorgi e Ligabue)
29) Sempre e per sempre (con Ligabue ed Elisa)
30) Buonanotte fiorellino (tutti)

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.