Ritorno alla vita. Un Wenders Franco

Il dolore cambia l'esistenza o la scrittura?

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Ritorno alla vita
di Wim Wenders
James Franco, Charlotte Gainsbourg, Rachel McAdams, Marie-Josée Croze, Robert Naylor
Voto 7 meno

Un giovane scrittore in crisi creativa esce con la sua jeep  in un deserto di neve e, senza colpa, investe un bambino credendo  di essere riuscito a evitarne un altro. La sua vita cambia. Ci vogliono anni per uscire dal rimorso, dall’impasse e dalla distruzione dei suoi affetti. Ma questo cambia anche la sua creatività e la sua scrittura. Che ci resta mediamente misteriosa. Poi lo ritroviamo ricco e famoso, con una famiglia ricostruita (ma non domata) alle prese con il suo fantasma incarnato: il bambino che riuscì a non investire oggi è un adolescente complicato e ribelle che gli rinfaccia il suo rimorso. Tutto qui, e già non è facile. Il resto è cinema. Potete obiettare che Wenders s’è ridotto a un melodramma commerciale, e forse avete anche una parte di ragione. È un melodramma. È in apparenza “facile”. Però, personalmente preferisco che questo genere di melodramma me lo serva Wenders su un letto di neve sotto un cielo di cristallo ghiacciato e coi suoi silenzi e le sue scelte musicali, tenendo a bada un James Franco abbastanza diverso dalla media dei suoi eccessi, in un ambiente che più metaforico del Canada sotto zero non si potrebbe. L’uso del 3d sì, mi lascia perplesso, perché gli stati d’animo in 3d non si vedono. Ma Wenders ci prova e chissà che in futuro non ci arrivi: in fondo inseguiva anche l’idea di registrare i sogni… Comunque potete sempre scegliere di vederlo in 2d, e la fotografia è splendida. Commerciale, certo, ispirata alla pittura di Andrew Wyeth, Edward Hopper e Vilhelm Hammershoi…

YouTube / Teodora Film – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori