Una festa lunga un anno per i 50 dei Pooh

La band annuncia il ritiro dalle scene. Una grande festa per i 50 anni: due concerti negli stadi, un Picture disc e la reunion con Riccardo Fogli e Stefano D'Orazio. "Sarà la nostra ultima volta insieme"

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L’annuncio atteso dai loro fan è arrivato: i Pooh sono tornati, e l’han fatto in grande stile. Una versione rock di Pensiero, con tanto di clip ufficiale, giacche in velluto su misura, e due amici di sempre che han segnato la storia della band. Uno è Stefano D’orazio, il quale esattamente sei anni fa aveva lasciato i suoi tre compagni di vita. L’altro è Riccardo Fogli, il bassista che lasciò la band nel ’73 perchè innamorato di Patty Pravo. «Ogni giorno accendo un cero a santa Nicoletta Strambelli» ironizza Red Canzian, che nello stesso anno prese il posto di Fogli.
Una reunion per celebrare una carriera lunga 50 anni, che ha visto alti e bassi, successi e sfortune, dove i Pooh hanno percorso tante strade diverse: dal momento prog con album come Parsifal, al pionierismo nei live con allestimenti di laser e macchine del fumo, passando per il loro impegno per il sociale e le migliaia di concerti tenuti in tutta Italia. Perché, come dice Fiorello: «Dio è ovunque ma i Pooh ci hanno già suonato due volte».
La prima grande novità di questo cinquantennale è l’approdo della formazione a 5 negli stadi. Milano, stadio San Siro, 10 giugno 2016, e Roma, stadio Olimpico, 15 giugno 2016. Queste le uniche due date in programma. Ma sarà bene sottolineare “per ora”; infatti non si escludono ulteriori annunci. «Siamo molto motivati per far sì che queste due date siano memorabili. Stefano e Riccardo ci saranno e parteciperanno con interventi mirati. Siamo stai i primi a fare molte cose, quindi ce la metteremo tutta per far s’ che sia una grande produzione» spiegano Dodi Battaglia e Red Canzian.
Due mega-concerti dunque, magari da immaginare sulla scia dei grandi eventi estivi del 2015, pensando a Ferro, Vasco, Jovanotti e Ramazzotti, che hanno sfruttano appieno le nuove tecnologie visual e non solo.
Riccardo Fogli, che non condivide il palco con i colleghi da 42 anni, racconta l’emozione del ritorno così «Ho voglia di divertirmi, l’emozione è stata fortissima quando abbiamo riunito le nostre voci per ricantare Pensiero».
Mentre D’Orazio confessa di aver valutato la proposta a lungo: «Sono rimasto spiazzato dalla richiesta di unirmi al compleanno del gruppo. Decidere di salire su quello che è stato il palco della mia vita non è stata una scelta semplice».
In arrivo anche una raccolta, in uscita a distanza di 50 anni dalla nascita dei Pooh. Il 28 gennaio verrà pubblicato un doppio Picture disc autografato che conterrà 20 canzoni dei Pooh, scelte con il contributo dei i fan. Il doppio vinile è già prenotabile sul sito ufficiale del gruppo.
I festeggiamenti ufficiali iniziano domani, giorno in cui sarà in rotazione radiofonica la nuova versione di Pensiero e apriranno le vendite per i biglietti delle due date, acquistabili su Ticketone.

Credit: Luisa Carcavale
Credit: Luisa Carcavale

«È stato come scalare l’Everest, non è stato facile arrivare qui ma ne è valsa la pena», così Roby Facchinetti, tastierista in formazione dall’anno di nascita della band, saluta la folla di giornalisti accorsi alla conferenza stampa. Arrivano poi parole di contentezza per Red e, sembra, quasi di circostanza per Dodi, che ha il volto decisamente tirato.
Tutti fanno fatica a pronunciare la parola fine. Lo fa per primo Riccardo, che con semplicità dice «Ho un peso dentro, come succedesse qualcosa di molto grave, a pensare che i Pooh chiudono». Tutto finirà il 31 dicembre 2016 giurano, niente più concerti, niente più produzioni: questa è l’ultima volta insieme dei Pooh. E a chi, forse ingenuamente, chiede cosa faranno dopo, Canzian risponde «Ognuno farà il suo mestiere. Siamo comunque musicisti, non smetteremo di fare il lavoro più bello del mondo».
I fatti già l’hanno dimostrato: da D’Orazio, che dopo essere sceso dal palco dei Pooh ha iniziato a firmare musical, ai dischi solisti di Roby, Dodi e Red usciti tra il 2014 e il 2015 con relative tournèe. Progetti a volte non di grande successo, che però hanno fatto emergere le singole personalità di Roby, Red e Dodi.
Tra i fan ovviamente c’è chi si domanda “perchè non proseguire insieme?”. Ma arriva il momento in cui è meglio mettere un punto: «In questo periodo siamo ancora molto forti, forse è il vero momento per finire alla grandissima. Io ogni notte penso all’ultima volta che scenderò da quel palco come Pooh, sicuramente sarà un punto a capo nella mia vita. Penso che sarà devastante, non necessariamente brutto, ma la cosa non passerà inosservata» sintetizza Dodi.

Credit: Luisa Carcavale
Credit: Luisa Carcavale

Non è previsto nessun album di inediti. Questa è la cosa che forse deluderà maggiormente una parte di fan. In effetti negli ultimi undici anni gli album di inediti sono stati soltanto due. Forse pochi. O forse troppe le pubblicazioni di altro tipo: Legend, Pooh Box e le innumerevoli raccolte. Però a un certo punto Facchinetti rivela che l’inedito arriverà.
Forse poche anche le date, solo due per ora. E di scarsa inventiva il titolo dei concerti: Reunion – L’ultima notte insieme, già sentito sei anni fa, che ha fatto esclamare a qualche fan “potevano inventarsi qualcosa in più”.
Ma in un’occasione come questa le critiche meglio accantonarle. Siamo arrivati all’ultimo atto di una lunghissima avventura, che alcuni non esitano a definire meravigliosa. Alla fine anche gli scettici potrebbero ricredersi di fronte a ciò che i Pooh faranno per festeggiare i loro 50 anni. Vedere tornare dietro i tamburi Stefano D’Orazio sarà emozionante tanto quando vedere Fogli alla chitarra acustica. I 50 anni sono un traguardo fortemente voluto dalla band e sono convinta sarà una grandissima festa, un finale col botto, degno di un gruppo che ha fatto la storia della musica italiana, piaccia o non piaccia, e che da 50 anni cavalca l’onda del successo.
Tanti auguri Pooh da una giovane fan!

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.