Arriva BQ: smart con Ubuntu e scanner con Arduino

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Già presente in buona parte d’Europa, arriva ufficialmente anche in Italia BQ, importante e creativo produttore spagnolo: è suo il primo smartphone con il sistema operativo “aperto” Ubuntu. BQ vende sullo store italiano  la sua intera gamma di prodotti, dagli smartphone alle stampanti 3D: caratteristica comune è la preferenza per l’open source e la scelta della filosofia DIY (Do It Yourself).
Gli smartphone Aquaris E4.5 Ubuntu Edition e Aquaris E5 HD Ubuntu Edition si affiancano ai nuovi Aquaris M4.5 e Aquaris M5 con sistema operativo Android 5.0 Lollipop. Entrambi Dual SIM montano un processore octa core Snapdragon 615 e supportano le reti LTE. Aquaris M5 ha uno schermo da 5 pollici full HD (1920×1080 pixel), 16 GB di memoria interna con slot di espansione e una batteria da 3.120 mAh. Display qHD (960×540 pixel) da 4,5 pollici per Aquaris M4 con 8 GB di memoria interna ampliabile tramite Sd e batteria da 2.470 mAh. Costano rispettivamente, 279,90 euro e 189,90 euro.
Schermo HD (1280×800 pixel) da 8 pollici per Il tablet Edison 3 mini che costa 169,90 euro, dotato di processore Intel Atom Z3735F con 16 GB di memoria espandibili e due fotocamere da 5 e 2 Megapixel. Completano la dotazione WiFi, Bluetooth, GPS, micro HDMI e micro USB. Il sistema operativo è Android 4.4 KitKat.Bq stampante 3d

La produzione più originale di BQ è però quella dedicata ai maker: sullo store anche le stampanti 3D Witbox che promettono un volume di stampa di 21 x 29,7 x 20 cm con risoluzione di 50 micron e massima compatibilità grazie all’approccio open source (1.690 euro) e la più economica Prusa i3 Hephestos (499,90 euro). Altri fiori all’occhiello della produzione BQ, acquistabili sullo store, sono lo scanner 3D Ciclop con scheda ZUM BT-328 basata su Arduino (249,90 euro) completamente open sia per l’ hardware che per il software e il “giocoso” kit di robotica (84,90).

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.