No Escape. Videogame con spiegazioni politiche

Ingegnere Usa con moglie e figli deve diventare Rambo

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No Escape – Colpo di Stato
di John Erick Dowdle
con Owen Wilson, Pierce Brosnan, Lake Bell, Spencer Garrett, Sterling Jerins.
Voto 6

Nel 1982 in Missing di Costa Gavras Jack Lemmon nel mattatoio cileno ricordava indignato che era un “cittadino americano”. Era rimasto all’idea di una certa intoccabilità. Era un film in cui gli ambasciatori dicevano ancora le bugie come le spie. Trent’anni dopo in No Escape-Colpo di stato c’è un ingegnere di impianti idrici che appena arrivato nel sudest asiatico con la famiglia (negli Usa faticava a trovare lavoro…) si trova nel bel mezzo di una rivolta in cui tutto quello che è americano, filoamericano o collegato all’impianto idrico viene inseguito e ucciso per le spicce. Il film consiste in una sorta di videogame violento e concitato in cui l’ingegnere con la moglie e due bambine deve raggiungere la frontiera a pochi chilometri dopo corpo a corpo, scontri a fuoco e persino una variante della roulette russa del Cacciatore. La novità di questo film che sembra Dietro le linee nemiche con Owen Wilson 15 anni dopo in versione civile, con famiglia e senza addestramento militare, è che un agente segreto, Brosnan, mentre lo aiuta gli spiega di non ringraziarlo perché l’ha messo lui nei guai. Come? Terrorismo economico: portare i paesi bersaglio a comprare impianti che non possono pagare e poi strizzarli. In sostanza l’agente trova normale che i rivoltosi vogliano la loro pelle. Si  è passati dalla formula  “il caos incalza l’ordine” alla constatazione “quelli hanno i loro buoni motivi per volerci morti”. E in un b-movie d’azione. Che vorrà dire?

YouTube / M2 Pictures – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori