Viaggio nel pop italiano delle origini

42
0

Non è il primo libro sul pop progressivo italiano. La stessa casa editrice, Tsunami, aveva già licenziato l’ottimo Progressive Italiano, i 100 migliori dischi a cura di Mox Cristadoro. Questo volume, Terzo grado di Alessio Marino e Massimiliano Bruno (pagine 432, 24,50 euro), si distingue per la ricerca condotta attorno a gruppi meno conosciuti. Gruppi che hanno contribuito a creare un alone di mistero attorno a certi album misconosciuti e trascurati. Per esempio gli Hata Isi, La Famiglia degli Ortega, I Leoni, Le macchie rosse, gli Ape Regina e Il Mucchio. Alcune di queste formazioni hanno inciso solo singoli, comunque significativi per il passaggio di stile, dal post beat al pop rock sinfonico.
Le stesse Orme (foto in apertura) avevano iniziato con singoli prettamente beat come Mita Mita e Senti l’estate che torna, oppure la Premiata Forneria Marconi che con il nome di Quelli aveva inciso anche La bambolina che fa non no di Michel Polnareff. E ancora, il Balletto di Bronzo che prima di essere guidato dall’estroso Gianni Leone aveva dato alle stampe Sirio 2222, straordinario esempio di beat e rock psichedelico.
I due autori seguono un percorso non abituale, andando a intervistare alcuni artisti che hanno fatto parte dei gruppi solo nel periodo iniziale, diventando però determinanti per lo stile beat o pop. È il caso del chitarrista Nino Smeraldi delle Orme, che diede impulso al primo album Ad Gloriam. Ne scaturiscono pagine con tanti incontri con personaggi persi nel tempo e nella memoria.
Va dato merito ai due autori che hanno fatto luce su varie esperienze musicali dimenticate, a cavallo tra gli anni 60 e 70 . Nomi che non trovano posto nelle enciclopedie fin qui pubblicate, dai Venetian Power ai Santoni , gli Eremiti e Le nuove luci. Segue una breve storia del pop più conosciuto con Garybaldi, Area, PFM e De De Lind, e un capitolo sulle rarità che molti collezionisti del pop stanno cercando nelle varie fiere del disco. Oltre a numerose fotografie, tante notizie raccolte grazie alla consultazione delle riviste d’epoca Big, Ciao Big, Ciao Amici, Ciao 2001 e Giovani.

CONDIVIDI
Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).