Ma quanto hanno “preso in prestito”, i Led Zeppelin?

Storia e Gloria della Dinastia del Dirigibile: padri putativi, fratelli illegittimi, blues, folk e una lunga serie di "prestiti" solo in seguito riconosciuti e saldati. Radici. Fronde. It's been a long time...

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Come dice un vecchio adagio, i buoni artisti copiano, i grandi artisti “rubano”. Le vittime di tale furto artistico, tuttavia, potrebbero contestare la veridicità di tale affermazione. E mentre la grandezza musicale e le innovazioni dei Led Zeppelin sono fatti incontestabili, è anche vero che hanno più di una volta utilizzato riff e testi di altri artisti che non hanno poi accreditato o compensato correttamente. Tempo fa un giudice della Pennsylvania stabilì che i parenti del defunto chitarrista Randy California, nato Randy Craig Wolfe, potevano inoltrare una querela sostenendo che i Led Zeppelin avevano preso la musica della loro canzone simbolo “Stairway To Heaven”, da una canzone della band di Randy, gli “Spirit”, “Taurus” (1968). Le introduzioni di entrambe le canzoni sono incredibilmente simili, e entrambe le band avevano una certa familiarità tra di loro, ma in realtà dimostrare la violazione del copyright è un compito molto più difficile.

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In generale, al fine di dimostrare una causa di plagio musicale, si deve dimostrare che i testi o la principale melodia vocale siano stati copiati. Progressioni di accordi, riff strumentali e titoli delle canzoni in genere non ricevono un diritto d’autore. Inoltre, vi è una lunga tradizione musicale di musicisti mutuatari di idee l’uno dall’altro, idee che inserivano poi in nuove composizioni. Questo era particolarmente vero nel blues, in canzoni come “Blues Walking”, per esempio, che è stato accreditato tanto a Robert Johnson che a Son House. Mentre i Led Zeppelin sono ben lungi dall’essere l’unica rock band che ha rivendicato un testo di blues o un riff preso in prestito come proprio, ci sono, purtroppo, alcuni esempi piuttosto eclatanti della concezione molto liberale della band in merito a certe composizioni originali che richiedono una revisione, alla luce degli eventi.

 

spirit“Stairway To Heaven” (1971)

Secondo il chitarrista dei Led Zeppelin, Jimmy Page, la canzone è stata composta nel 1970, durante la session nella campagna gallese per il quarto album della band. Al contrario, i membri del gruppo di rock psichedelico “Spirit”, di Los Angeles, sostengono che il loro strumentale “Taurus”, inferiore ai 3 minuti di durata, sia stata la base per la canzone più famosa degli Zep. Le introduzioni suonano esattamente uguali; dopo di che, a essere franchi, le somiglianze finiscono lì. Rafforza la loro tesi il fatto che le due band fossero in tour insieme alla fine degli anni ’60 e che gli Zeppelin ogni tanto in concerto facessero una jam proprio di “Garbage Fresh” degli Spirit.

 

“Dazed and Confused” (1969)dazed2holmes

Il furto canzone più palese e vero nel catalogo degli Zeppelin, è questo brano seminale dall’umore proto-metal, basato indiscutibilmente su una canzone omonima del 1967 di un poco conosciuto cantante folk, Jake Holmes. Tuttavia, al momento della pubblicazione sul primo album dei Led Zeppelin, solo Jimmy Page fu accreditato come autore. Per motivi inspiegabili, Holmes non citò in giudizio Page fino al 2010. Si presume la questione sia stata risolta in via extragiudiziale, visto che il live dei Led Zeppelin “Celebration Day” del 2012 accredita ora la canzone a “Jimmy Page, ispirato da Jake Holmes”. Ascoltate le due canzoni e ne avrete un’idea più che chiara.

 

“Whole Lotta Love” (1969)

Un’altra canzone che spesso si cita, quando si parla di presunti furti musicali degli Zeppelin, è anche uno dei loro capisaldi. Mentre il riff principale, il coro e la struttura di questo rock classico sono originali, la melodia vocale e i testi non lo sono. E qui c’è un giro turco allucinante: la melodia della strofa, sul finire del crescendo vocale di “Whole Lotta Love”, è discendente diretta di “You Need Loving” (1966) del venerato gruppo beat britannico Small Faces. Il cantante Steve Marriott sarebbe stato la prima scelta ufficiale di Jimmy Page per il nuovo gruppo che stava mettendo insieme e che sarebbero poi diventati i Led Zeppelin, almeno prima di incontrare Robert Plant. E anche se accreditati ai membri della band Marriott e Ronnie Lane, i testi in realtà sono stati rubati dal brano originale di Muddy Waters “You Need Loving” (1963). Scritta dal bluesman Willie Dixon (fra le altre cose, bassista di Muddy Waters), e originariamente eseguita dal grande Muddy, questa canzone contiene il testo originale che sarebbero stato rivendicato dalle band di cui sopra come proprio. Dixon ha infine citato gli Zeppelin e ha avuto sia un risarcimento economico che un credito di co-scrittura anche se non si è mai preso la briga di citare gli Small Faces.

 

Bert Jantsch“Black Mountain Side” (1969)

Questo brano dall’album di debutto degli Zeppelin è stato una vetrina per Jimmy Page mentre fletteva i baffi della sua chitarra acustica. Anche se accreditato sull’album di pagina, ancora una volta, le sue origini si possono trovare altrove e sono palesemente evidenti con l’ascolto del materiale originale. Cioè in “Blackwaterside”, del 1966, versione della ballata popolare irlandese “Down By Blackwaterside” comparsa sull’album “Jack Orion” del celebre chitarrista fingerpicking e pioniere del folk rock britannico, Bert Jansch. Jansch pensò effettivamente di citare in giudizio Page al momento dell’uscita di “Black Mountain Side”, ma fu sconsigliato in quanto il suo arrangiamento si basava su una canzone tradizionale, il cui autore originale non è mai stato possibile identificare. L’altro materiale di base per “Black Mountain Side” è stato questo arrangiamento di un altro numero popolare tradizionale, “She Moved Through the Fair” (1962) di Davy Graham, che fece conoscere l’accordatura di chitarra Re-La-Re-Sol-La-Re a una generazione di chitarristi. Jimmy Page, un fan dichiarato di Graham, utilizzò questa accordatura su più pezzi degli Led Zeppelin, tra cui l’epica “Kashmir”.

 

“Since I’ve Been Loving You” (1970)Moby Grape

Il giro iniziale di uno dei più grandi del esercizi blues di Zeppelin era familiare ai fan della precedente band di Page, gli Yardbirds, e alcuni dei testi erano pure stati ascoltati altrove prima. Tuttavia, il risultato finale è stato un lavoro che potrebbe stare da sola ed è di gran lunga superiore al materiale originale. Ossia al pezzo degli Yardbirds “New York City Blues” (1965), peraltro apparso su un solo lato B degli Yardbirds nel 1965. Il giro di chitarra è quasi identico a “Since I’ve Been Loving You”, tuttavia, le somiglianze finiscono qui. Però molto dei testi di “Since” sono originari di “Never”(1968), canzone della cult band di rock psichedelico di San Francisco, Moby Grape. Robert Plant ha spesso proclamato la sua ammirazione per la band e anche eseguito il loro brano “Skip Song” come artista solista.

 

“How Many More Times” (1969)howlin-wolf

Questa canzone è l’ultima sull’album di debutto degli Zeppelin e è stato il pezzo di chiusura nei live set dei primi anni. Anche se attinge da più fonti, è esclusivamente attribuita a Jimmy Page, John Bonham e John Paul Jones. Peccato che la linea principale di basso di “How Many More Times” sia un riff dell’arrangiamento degli Yardbirds dello standard blues “Smokestack Lightning” (1964) del grande Howlin ‘Wolf (nella foto). Page suonò molte volte la canzone durante il suo periodo con la band. Inoltre, la sezione centrale di “How Many More Times” prende molto da “Beck’s Bolero” di Jeff Beck (1967) che Page suonò con la 12 corde e presumibilmente produsse. Anche se accreditato su album di Beck come composizione Jimmy Page, Beck ha detto che mentre la progressione di accordi era di Page, la melodia principale della chitarra era proprio di Beck. E per chiudere, dopo la fuga strumentale, “How Many More Times” cita un verso del pezzo soul-blues di Albert King “The Hunter” (1967), scritto dal famoso gruppo soul Stax Booker T. & The MG. La canzone era popolare tra i molti gruppi britannici rock blues del 1960, tuttavia, né la band né la società di pubblicazione si sono mai presi la briga di perseguire una causa contro il gruppo.

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“Nobody’s Fault but Mine” (1976)

Un altro allenamento blues, questa canzone è uno dei migliori di album della band “Presence”. Mentre non c’è dubbio sull’originalità degli arrangiamenti degli Zep, esso attinge molto da un brano registrato in precedenza: “Nobody’s Fault but Mine” (1927) del bluesman Blind Willie Johnson (nell’immagine) I Led Zeppelin presero riff di chitarra, titolo e gran parte dei testi da questa registrazione originale del bluesman texano Blind Willie Johnson, che morì nel 1945, all’età di 48 anni.

 

 

Led Zeppelin “Bring It On Home” (1969)

E’ la canzone che chiude “Led Zeppelin II” in maniera drammatica. Mentre la sezione principale della canzone è senza dubbio una composizione originale, l’introduzione è un omaggio, o una copia, a seconda della prospettiva, della canzone del delta bluesman Sonny Boy Williamson, del 1963, edita sulla raccolta postuma “Williamson: The Real Folk Blues” del 1966. Arc of Music, la società editrice musicale della Chess Records che emise la registrazione, fece causa agli Zeppelin nel 1972. La band fece un accordo extragiudiziale e sebbene originariamente il pezzo fosse accreditato a Jimmy Page e Robert Plant, il cantautore della Chess Records Willie Dixon ora riceve crediti pieni da autore.

 

Led Zeppelin “The Lemon Song” (1969)Albert-King

In molti modi una composizione originale, questo è un medley di citazioni blues liberamente prese da diversi pezzi noti e classici, anche se in origine era esclusivamente accreditato ai Led Zeppelin. Sempre nel 1972, sempre la casa di edizioni della Chess Records, Arc of Music, querelò gli Zeppelin dicendo che “The Lemon Song” era in realtà una cover di “Killing Floor” di Howlin’ Wolf. Gli Zeppelin fecero l’ennesimo accordo extragiudiziale e Chester Burnett, il vero nome di Howlin ‘Wolf, ora riceve un credito di co-scrittura. “The Lemon Song” prende in prestito anche elementi di “Travelling Riverside Blues” di Robert Johnson, di cui gli Zeppelin fecero una cover, e di “Cross-Cut Saw” di Albert King (nella foto), anche se quest’ultimo non hai mai intentato loro causa. Inoltre, anche se non accreditato come tale, il riff principale di “The Song Lemon” deve molto anche a “Spanish Boots”, canzone contenuta nel secondo album di Jeff Beck, “Beck-Ola”, uscito quasi un anno e mezzo prima di Led Zeppelin II. Come dire: Jeff Beck e Jimmy Page sono cresciuti insieme, e Page prese il posto di Beck negli Yardbirds. Di che cosa stiamo parlando?

 

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Fulvio Bacci
Fulvio Bacci è nato, vive e lavora a Milano. È appassionato di storia, in particolare medioevo, e musica, cinema, lettura, basket, rugby, Irlanda e Scozia. Canta nella rock band milanese Minshara. Non è sposato e non ha figli. Si diletta di scrittura ma proprio perché non ha niente di meglio da fare. Fumatore accanito. Non ha soprannomi tranne "Ginocchio". Ha amici molto spiritosi.