Pecore in erba. Il razzismo spiegato a testa in giù

Il falso documentario su un razzista censurato. Per paradosso

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Pecore in erba
di Alberto Caviglia
con Davide Giordano, Anna Ferruzzo, Omero Antonutti, Bianca Nappi, Mimosa Campironi.
Voto 6 e mezzo

Ma zittire un antisemita è un atto di censura? Diciamo per paradosso che sia censura: siamo sul filo del rasoio, ma per ridere. Come il titolo: Pecore in erba è un gioco di parole, ma non parla né di pecore né di erba: è un trucco che nasconde una frase terribile. Così è il film: una scommessa, esile esile, che avvolge un tema tremendo: la storia fantastica del bambino Leonardo Zuliani che fin da piccolo non può esprimere liberamente il suo odio viscerale per gli ebrei e quindi si “inventa” metodi di comunicazione che stupiscono. Questa “genialità” raccontata sotto forma di finto documentario, buffo, uno Zelig rovesciato fitto di finte tracce e reperti, viene commentata da molti nomi che siamo abituati a vedere normalmente sui mezzi di comunicazione (Freccero, Sgarbi, Mentana, Fazio, De Bortoli, Elio, Canova tra i tanti che si sono prestati al gioco) con parole che, a parte il rovesciamento, sono le stesse che usano per tutt’altre cause. Anche questo dovrebbe farci tremare un pochino… Alberto Caviglia scherza col fuoco dei paradossi alla Swift (col fuoco perché il mondo è pieno di gente pronta a prendere sul serio qualunque teoria dritta o rovesciata), ma lo fa con grazia incosciente che non si può che apprezzare

YouTube / Play4movie.com – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori