45 foto per un viaggio unico (di Bruce)

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S’intitola Bruce Springsteen: A Photographic Journey, la mostra inaugurata lo scorso 27 settembre alla Monmouth University di West Long Branch in New Jersey. Una mostra curata dal Grammy Museum di Los Angeles che raccoglie 45 immagini storiche di cinque grandi fotografi che lo hanno immortalato nel corso di una carriera assolutamente unica e irripetibile. A cominciare dalla sorella Pamela, autrice della foto del manifesto riportato in apertura di questo articolo), per passare a Danny Clinch, Ed Gallucci, Eric Meola e Frank Stefanko. Cinque artisti che hanno saputo cogliere – ognuno in maniera diversa – lo spirito e l’essenza di Bruce in ciascun periodo in cui è stato ritratto.

La maggior parte delle foto ritraggono il Boss off-stage ma considerando che questa mostra celebra soprattutto l’artista Springsteen e che il live è la dimensione che gli è più congeniale, sono state aggiunte anche quattro immagini scattate da Barry Schneier nel memorabile concerto all’Harvard Square Theater di Cambridge (nel Massachussetts) del 1974, quello per intenderci dopo il quale l’allora critico musicale Jon Landau scrisse “Giovedi scorso, all’Harvard Square Theater, ho visto il mio passato di rock and roll passare velocissimo davanti ai miei occhi. E ho visto qualcos’altro: ho visto il futuro del rock and roll, e il suo nome è Bruce Springsteen. E in una notte in cui sentivo il bisogno di sentirmi giovane, lui mi ha fatto provare cosa significa ascoltare la musica per la prima volta nella vita “.

Durante l’inaugurazione il Direttore del Grammy Museum di Los Angeles, Bob Santelli, ha detto che “l’obiettivo di questa mostra – che andrà avanti fino al 22 dicembre – è quello di descrivere la carriera di Bruce Springsteen in una luce del tutto nuova, così come l’hanno catturata  questi cinque grandi artisti“. Santelli ha anche sottolineato come ognuno dei cinque fotografi abbia saputo raccontare e documentare in maniera magistrale il mondo di Springsteen nelle varie fasi della sua carriera. Il suo discorso lo ha chiuso poi in maniera con una frase che dice tutto della grandezza di Springsteen: “Siamo onorati di essere partner di ognuno di questi fotografi che ci hanno aiutato a raccontare la storia di una delle figure più importanti della musica Americana“.

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Se da qui al 22 dicembre, dunque, vi trovate a passare da New York, fate un salto a West Long Branch (basta attraversare il fiume tanto) e andate a vedere questa mostra, perché oltre alle foto (alcune mai viste prima), si possono vedere anche le video-interviste con i cinque artisti che hanno immortalato Bruce.

Photo credits: la foto di apertura è di Pamela Springsteen

La foto all’interno del testo è di Mark Krajnak

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.