Sananda Maitreya presenta il suo nuovo album

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E’ stato presentato questa mattina al Grand Hotel et de Milan The rise of the Zugebrian Time Lords, decimo album in studio di Sananda Maitreya, concept album, secondo capitolo della saga iniziata due anni fa, con il disco Return to ZOOATHALON, e che proseguirà con Prometeus and Pandora.

Il disco uscirà il 9 ottobre per Treehouse Publishing in un doppio CD: ventisette brani, di cui ventitré inediti e quattro cover. Il formato dell’album, inoltre, è molto particolare, essendo quello tipico dei dvd: a detta di Sananda, la classica confezione destinata alla musica è troppo “limitante”, quindi la sua volontà è stata quella di garantire più spazio alle sue composizioni, anche sotto questo punto di vista. Inoltre, questa confezione garantisce al disco una protezione maggiore, essendo stata realizzata con materiali particolarmente resistenti.

ZTLDicevamo, tema del disco sono gli Zugebrian Time Lords: entità soprannaturali che combattono il concetto di coscienza. Essi hanno la capacità di viaggiare attraverso il tempo e si servono di questo strumento per distruggere il passato e, di conseguenza, presente e futuro. Parlando di musica, come rivela la traccia They killed Robert Johnson, secondo i signori del tempo, eliminando Robert Johnson, scomparirebbe la musica: verrebbero distrutti i Beatles e tutte le band che da lui sono state ispirate. E, di conseguenza, scomparirebbe anche la musica dello stesso Sananda, trattandosi di un grande estimatore dei Fab Four. Non a caso, tre delle quattro cover contenute nel disco, sono proprio brani della band di Liverpool, il primo gruppo ascoltato da Sananda, quando aveva appena tre anni, e il gruppo grazie al quale iniziò a prendere coscienza dei propri mezzi.

Ma è un Sananda a ruota libera, quello che si è confrontato con i giornalisti accorsi alla presentazione questa mattina. Ampio spazio è dedicato a una definizione del ruolo del musicista: se, compito dei media è quello di presentare la società e i suoi valori, quello dell’artista è quello di mettere in dubbio quanto detto dai giornalisti. E l’artista è quindi costretto a un eterno equilibrio tra mondo onirico e reale, a cui sono ammesse solo determinate persone, perché il rischio di essere influenzato dalla realtà esterna è sempre alto.

Ricordiamo inoltre che Sananda è stato protagonista di un cambio radicale nel ’95, che lo ha portato perfino a cambiare nome, chiamandosi prima Terence Trent D’Arby, e a ricominciare una nuova vita. La sensazione per lui, infatti, era quella di essere diventato una mummia. Di fronte, un bivio: seguire la propria vita o la propria leggenda? Una scelta che, però, non ha necessitato di particolare coraggio, essendosi trattato quasi di un percorso obbligatorio per la propria sopravvivenza. Il rapporto con l’uomo che era precedentemente è molto conflittuale: se, da un lato, quell’artista non vive più, dall’altro ci sono gli introiti che quella musica ha prodotto.

Un cambiamento, dicevamo, radicale: ora Sananda, infatti, vive a Milano, città della moglie, e ha due bambini, a cui vuole dedicarsi a tempo pieno. Ciò nonostante, Sananda e il suo entourage stanno già pensando a un tour di presentazione dell’album, le cui date saranno annunciate sul suo sito ufficiale. In Italia comunque si trova bene, anche perché ormai, in questa contemporaneità digitale, un artista può vivere ovunque, continuando ad ambire al successo planetario. Ciò che conta è stare bene nella propria città e ricevere gli stimoli giusti per la propria arte. E in questo Sananda può sentirsi al sicuro, con il continuo equilibrio tra accoglienza e riservatezza in cui si trova Milano. Questa, inoltre, è anche la città in cui Sananda conobbe Miles Davis, che nel lontano 1987 gli predisse il suo futuro trasferimento a Milano. Con la lingua italiana, inoltre, il rapporto è ottimo, avendo la fortuna di capire solo ciò di cui ha bisogno. Certo, la stessa cosa non si può dire dell’inglese, sua lingua madre, in cui capisce troppo e dice troppo.

Questa, la tracklist dell’album:

Volume I

1) You’re going to lose that girl

2) Blanket on the ground

3) The marriage of Nigaro

4) Giraffe

5) Zugebrian blues

6) Les Paul man (love is love)

7) I’m not angry (I’m just mean)

8) The went back in time & killed Robert Johnson

9) Never trust a man like me

10) Mr. Casanova

11) Apologize to her

12) I wanna breathe

13) Snowglobia

14) Paradise postponed

Volume II

1) Andiamo tutti a casa

2) The birds are singing

3) If I fell

4) Siamo qui

5) Metamorpheus

6) Yes you!

7) Allergic

8) It’s yours

9) Jamaica blues

10) We can all go home

11) I’ll be back

12) Paraise postponed prelude

13) Body & soul

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.