Inesauribile Max. Pezzali strega la capitale

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L’Astronave Max atterra finalmente a Roma. Alle 21:20, mentre in Campidoglio il sindaco Ignazio Marino rassegna le dimissioni, a pochi chilometri di distanza, nel cuore dell’EUR, Pezzali sale sul palco e strega la capitale.

Il Palalottomatica si trasforma in una bolgia, che viene costantemente pizzicata, spronata, aizzata, incitata dalla voce dell’intramontabile cantante meneghino, che sfoggia le perle più belle del suo repertorio e le regala ad un pubblico in estasi.

Sono lontani gli anni in cui l’ex leader degli 883 duettava con Mauro Repetto, ma il tempo non ha scalfito lo stile, emozionante e coinvolgente, della sua musica; le canzoni di Max hanno la capacità di accomunare vecchie e nuove generazioni, ritrovatesi insieme a saltare, ballare ed urlare per oltre due ore e mezza.

Si parte con due pezzi estratti dal suo ultimo album: Come Bonnie e Clyde e È Venerdì.

Ma è sul terzo brano in scaletta che si scatena il delirio. Rotta per casa di Dio è stata incisa nel 1993, ma la conoscono a memoria anche le ragazze ed i ragazzi che in quell’anno non erano ancora venuti al mondo. Altri tempi: Google Maps esisteva solo nella fantasie di Larry Page e Sergey Brin, perdersi con gli amici aveva ancora un certo fascino e per ritrovare il sorriso non ci voleva un nuovo smartphone, ma bastavano birra e camogli.

Bellezza, incanto e nostalgia che si amplificano con Gli anni.

Sulle note de La dura legge del gol vengono proiettate le immagini della finale di Berlino 2006 e quando Fabio Grosso insacca il rigore che regalò la Coppa del Mondo agli Azzurri si assiste a scene di giubilo.

Dopo un breve ritorno al presente (Col senno di poi, Sopravviverai) ed al recente passato (Sei fantastica) si torna dritti agli anni ’90: Sei un mito ed Hanno ucciso l’uomo ragno chiudono la prima parte di show.

Il palco, trasformato in una gigantesca astronave colma di luci ed effetti scenici , si svuota. Resta solo un componente del gruppo. È Dj Zak che con Mix Max trasforma il palazzetto in un’enorme discoteca e mescola, in poco più di tre minuti S’inkazza, Te la tiri, Sei uno sfigato e Non ci spezziamo.

Il concerto prosegue con tutto il meglio del repertorio di Pezzali (di seguito la scaletta completa), con un altro interludio affidato a Zak e con un bel medley in semi-acustico in cui vengono eseguite Se tornerai, Nient’altro che noi, Io ci sarò ed Eccoti.

Per salutare degnamente il caloroso pubblico romano, Max fa salire suo figlio Hilo sul palco, e spiega il senso profondo del suo ultimo singolo in rotazione radiofonica: Niente di grave. Un brano autobiografico in cui l’autore cerca di trasmettere quella bella sensazione di felicità che risiede nelle piccole cose di ogni giorno.

Con un deca chiude lo show, e quel Quanto è paranoica questa città sembra calzare a pennello in una giornata che la capitale non dimenticherà facilmente: una metropoli allo sbando, senza sindaco, con un Giubileo alle porte ed una candidatura alle Olimpiadi del 2024, che anche in contesto allegro e goliardico come questo riesce a mettere in mostra il peggio di sé. L’unica nota negativa della serata è rappresentata da uno sparuto gruppo di tifosi calcistici che per tutto il tempo, invece di cantare, ha intonato cori da stadio. Ci sono stati anche diversi momenti di tensione quando un fumogeno è stato acceso nel bel mezzo del parterre e una piccola rissa ha coinvolto parte di esso.

Trogloditi che non sono riusciti a rovinare uno spettacolo che resterà a lungo nella mente e nel cuore di chi l’ha vissuto.

La Band:

Max Pezzali – voce

Sergio Maggioni – chitarra solista e cori

Giorgio Mastrocola – chitarra ritmica

Luca Serpenti – basso

Sergio Carnevale – batteria

Ernesto Ghezzi – tastiere e percussioni elettroniche

Davide Ferrario – sintetizzatore e programmazione

 

La scaletta:

  1. Come Bonnie e Clyde
  2. È Venerdì
  3. Rotta per casa di Dio
  4. L’universo tranne noi
  5. Gli anni
  6. La dura legge del gol
  7. Col senno di poi
  8. Sopravvivrai
  9. Sei fantastica
  10. Sei un mito
  11. Hanno ucciso l’uomo ragno
  12. MixMax (S’inkazza, Te la tiri, Sei uno sfigato e Non ci spezziamo)
  13. Non me la menare
  14. Fallo tu
  15. Come deve andare
  16. Lo strano percorso
  17. Sempre noi
  18. MixMax (Nella notte, Viaggio al centro del mondo, Bella vera, La lunga estate caldissima, Non ti passa più)
  19. Il Mondo insieme a te
  20. Una canzone d’amore
  21. La regola dell’amico
  22. Ti sento vivere
  23. Come mai
  24. Nessun rimpianto
  25. Nord Sud Ovest Est
  26. Tieni il tempo
  27. Medley in semi-acustica (Se tornerai, Nient’altro che noi, Io ci sarò ed Eccoti)
  28. Niente di Grave
  29. Con un deca
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Benito Tangredi
Sannita di nascita, romano di adozione, spoletino per amore. Maturità classica, iscritto al terzo anno di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi "Orientale" di Napoli. Giornalista pubblicista dal 2009. Una smodata passione per la lettura, lo sport, la musica, i viaggi e la politica ed una forte inclinazione all'associazionismo. Un'attrazione fatale per tutto ciò che è comunicazione.