Life. Ho fotografato James Dean

Corbijn fotografa il fotografo Dennis Stock mentre fotografa James Dean

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Life
di Anton Corbijn
con Robert Pattinson, Dane DeHaan, Joel Edgerton, Alessandra Mastronardi, Stella Schnabel.
Voto 6/7

Life (da leggersi a carattere bastone bianchi su fondo rosso, come il logo della rivista appunto)  è la fotografia dell’amicizia tra il giovane fotografo Dennis Stock della Magnum, stufo della routine dei tappeti rossi (vuole fare arte), e il giovane attore James Dean che, siamo nel 54, ha appena finito La valle dell’Eden e non sa se gli daranno la parte in Gioventù bruciata. Stock cerca di andare su Life, Dean cerca di capire come gestire quello che sta accadendo. Stock è alle prese con le tristezze di una separazione, Dean scopre dai giornali di pettegolezzi che il suo presunto amore, Annamaria Pierangeli, per gli americani Pier Angeli, sta per sposare un altro. Stock è triste e un po’ nevrotico, Dean è malinconico e in cerca di un punto di equilibrio che in teoria trova ogni volta che torna nella vecchia fattoria dei parenti che l’han cresciuto nell’Indiana. Forse, ci dice Life, Dean presagisce che sta per entrare direttamente nel mito per la via più triste (morirà in un incidente stradale sulla fine delle riprese di Il gigante). Forse dona a Stock, che ha intuito che in quella malinconia si cela un nuovo mood e un nuovo mondo, l’occasione per il servizio più bello della sua vita. Stock pubblicherà il bellissimo servizio scattato tra New York e l’Indiana su Life. Perché ho detto fotografia e non film? Perché la mia sensazione è che il grande fotografo Corbjin abbia cercato ossessivamente per tutto il film la ricostruzione impossibile delle fotografie del servizio di Stock: Dane DeHaan, pettinato come, vestito come e con le posture di James Dean, perfetto in silhouette controluce, ogni volta che esce alla luce ci ricorda che non è Dean. È il problema sempiterno dei film museo-delle-cere. Unico appunto. Per il resto è una dolce, malinconica ricostruzione.

YouTube / bimdistribuzione – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori