Osanna tra ieri e oggi

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Palepolitana
degli Osanna
voto: 7

Prima che tutto diventasse Prog il termine usato per identificare il genere musicale dei gruppi anni ’70 era quello di Pop. Esistevano allora certezze inconfutabili. Tre gruppi si elevavano una spanna sugli altri: Banco, PFM e Osanna. Questi ultimi tornano in pista oggi con il doppio album Palepolitana contenente una versione risuonata di Palepoli e un album con musiche e parole totalmente nuove.
In entrambi i casi la caratteristica principale resta quella dell’album concept, ovvero un progetto sonoro che collega ogni traccia. E se in Palepoli i brani erano solo tre, in Palepolitana diventano tredici, anche se lo sviluppo tipo suite rimane.
Anche in questo nuovo capitolo discografico il tema ruota attorno alla città di Napoli, dove gli Osanna sono nati e cresciuti. Ora però della formazione originale rimane il solo Lino Vairetti alla voce e chitarra, gli altri non suonano più tranne il bassista Lello Brandi che qualche anno fa ha fatto uscire l’album da solista Osanna Blues.
Vairetti ha formato attorno a sé un nuovo gruppo di giovani musicisti, tra cui il figlio Irvin alla voce e sintetizzatore. Alla realizzazione dell’album hanno partecipato tra gli altri anche la cantante Sophya Baccini (per un duetto nella ballata Canzone amara) e il sassofonista David Jackson, già dei Van Der Graaf Generator.
Palepolitana inizia con il personaggio della storia che dal mare entra direttamente nella metropolitana di Napoli. Un inizio epico e sognante sorretto da un tappeto di tastiere e cori. Ma ecco Michelemmà a catapultarci direttamente nella Napoli più vivace, con cori e musica che invita alla danza. Senza fermare l’entusiasmo si procede con Santa Lucia, ancora corale e trascinante, quindi l’intermezzo al pianoforte di Anto Train precede la il lirismo di Anni di piombo, una ballata per ricordare gli anni ’70, brano caratterizzato dal sax di Jackson.
Tanti i collegamenti con l’album del 1973, molto evidenti nel rock di Palepolitana introdotto da una chitarra elettrica che ha lo stesso suono di allora. Questo lavoro è stato presentato in anteprima a Tokyo e non è casuale il titolo del successivo Made in Japan in omaggio a una terra che ha sempre apprezzato il nostro pop. L’album si chiude con Profugo, per toccare un argomento quantomai attuale. L’altro cd riprende in versione integrale Palepoli, indiscusso capolavoro, risuonato con la nuova formazione, sempre cantato da Lino Vairetti che rappresenta cuore e anima degli Osanna.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).