Graziano Romani, finalmente Vivo/Live

Finalmente l'album live per Graziano Romani, un vero e proprio riassunto musicale di oltre trent'anni di rock and roll: dagli esordi con i Rocking Chairs a oggi, un disco tutto da ascoltare.

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GRAZIANO ROMANI

VIVO/LIVE

(Route 61)

Voto: lo adoro fin dai Rocking Chairs. Non scherziamo.

 

 

Eh, no. Qui si rischia di scherzare coi sentimenti, ecco. Sono ventinove anni fa esatti, che il sottoscritto e il suo carissimo amico Oscar, serialmente in giro per concerti di gruppi emergenti alla ricerca di qualche sensazione musicale di riguardo, finirono una sera  in quel del cinema Felix di Rozzano (MI) per assistere al concerto di una band italiana chiamata Rocking Chairs, il cui primo album, “New Egypt”, di matrice chiaramente springsteeniana, girava perennemente sui loro giradischi. Prima dei Rocking Chairs si esibì una band chiamata Angoscia & L’Osteria Volante, e mai nome fu più adatto a una band con pretese dark-new-wave-punk ma effettivamente poco ascoltabile, sia per le pretese che per la musica. E dopo di loro si esibirono i Rocking Chairs, di fronte a settanta-ottanta persone, non di più; due ore e mezza di concerto, suonando cover come “Drift Away” di Dobie Gray, “Downtown Train” di Tom Waits, “Restless Nights” di Springsteen e altre prelibatezze. Fu una bella serata, ricordo. La dimostrazione che una band italiana, sebbene poco nota, potesse e sapesse suonare rock esattamente come e forse meglio di tante band straniere più celebrate e note.

Dopo il quarto album, con mio immenso dispiacere, i Rocking Chairs si sciolsero. Tre sesti finirono nella band di Ligabue di “Buon Compleanno, Elvis”, di due andarono perse le tracce (Borghi e Marmiroli) e Graziano Romani cominciò una carriera solista di tutto rispetto. Poco noto alle masse, il cantante e songwriter delle Sedie a Dondolo di Casalgrande (RE) si è creato, con l’andare del tempo un pubblico fedele, un sound tanto ma tanto rock’n’roll e una discreta reputazione anche all’estero, con tanto di amicizie come Elliott Murphy, Willie Nile, Chris Spedding, Robert Gordon e via dicendo. Sedici album, svariate partecipazioni a compilation musicali dichiaratamente rock, insomma: un gran bel curriculum vitae, con un’unica lacuna: la mancanza di un album dal vivo nella discografia. Un peccato, per un rocker che delle esibizioni live aveva sempre fatto il suo punto di forza.romaniSCRF

Bene, oggi, grazie a questo “Vivo/Live”, la lacuna viene decisamente colmata. Il doppio CD, un totale di oltre 130′ di musica, copre l’intera carriera del buon Graziano, dagli esordi a dondolo al primo album solo con Massimo Riva e Elio e le Storie Tese e via via fino a oggi. Accompagnato da una gran bella band, dove tra le altre cose ricompaiono il tastierista Franco Borghi e il sax di Grizzly Marmiroli, il nostro sciorina brani originali e cover di tutto rispetto con una scioltezza e una personalità davvero notevoli. Certo, è sempre ispirato principalmente dalla Musa del New Jersey e a volte è più realista del re ma, perdiana: con un campionario infinito di altre frecce musicali al proprio arco e tante belle storie da raccontare. E in questo album risuonano (e pure benone) folk, blues, country, rhythm’n’blues, soul e rock’n’roll e si canta tanto in italiano che in inglese, e le cose (ovviamente) suonano perfettamente compatibili. E’ Graziano Romani, e sono quarant’anni che fa rock’n’roll. Giù il cappello, signori.

Graziano Romani parteciperà alla festa per i cinque anni di Route 61 Music al Big Mama di Roma, sabato 11 ottobre, dove verrà presentato il suo disco.

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Fulvio Bacci
Fulvio Bacci è nato, vive e lavora a Milano. È appassionato di storia, in particolare medioevo, e musica, cinema, lettura, basket, rugby, Irlanda e Scozia. Canta nella rock band milanese Minshara. Non è sposato e non ha figli. Si diletta di scrittura ma proprio perché non ha niente di meglio da fare. Fumatore accanito. Non ha soprannomi tranne "Ginocchio". Ha amici molto spiritosi.