Much Loved. Prostituirsi a Marrakech

Vita da schifo e da combattimento di prostitute in Marocco

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Much Loved
di Nabil Ayouch
con Loubna Abidar, Danny Boushebel, Carlo Brandt, Abdellah Didane, Sara Elhamdi Elalaoui.
Voto 6+

Regista in pericolo e attrici sotto attacco per il film che racconta la vita di alcune prostitute di Marrakech: vitaccia ovviamente, con tremenda concorrenza, raccontata giustamente con linguaggio sboccato dalla più  anziana del mestiere alle altre, avventizie o indecise, per spiegare cosa devono offrire, come, quanti soldi chiedere,  quanti rubarne e come uscire vive dalle orge con gli sceicchi sauditi. Che si vedono.  Il Ministero della comunicazione Marocchino ha vietato (a tutti) la pellicola per “il grave oltraggio ai valori morali e all’immagine delle donne”. Di sicuro un film così è un fiero colpo al turismo dai paesi musulmani ricchi, con quello che si viene a sapere delle prostitute autoctone e dei clienti sauditi. E cosa si viene a sapere? Le solite cose: che le donne sono decisamente maltrattate e che i clienti sono idioti crudeli e ignoranti. Con l’aggiunta che con la loro ricchezza cresce di misura la violenza e l’arroganza da intoccabili. Per regista e attrici è già stata chiesta la morte su Facebook. La spiegazione del regista (data a Marco Consoli su l’Espresso) è che le ragazze non si presentano come perdenti vessate ma come persone che reagiscono. Un problema religioso? No. Un problema di cultura. Sono femministe le prostitute combattive? Chi lo sa, ma anche se Les Inrockuptibles dopo Cannes ha scritto che Loubna Abidar è “un mix tra Ava Gardner e Che Guevara” (bella frase più mitica che politica), il film è di sicuro politico. E spesso sgradevole

YouTube / CINEMA – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori