Il grande dittatore di Charlie Chaplin compie 75 anni

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Compie oggi 75 anni Il grande dittatore, capolavoro di Charlie Chaplin, suo primo film interamente parlato, candidato nel 1941 a cinque premi Oscar e inserito nel 2000 dall’American Film Institute al trentasettesimo posto nella classifica delle cento migliori commedie americane di tutti i tempi.
grande_dittatoreFilm-denuncia del movimento nazionalsocialista tedesco, preso di mira con ironia irriverente e sarcasmo. Chaplin ne disegna le contraddizioni, ne fa una parodia in cui lui stesso, oltre che regista, diventa protagonista, interpretando il ruolo di un barbiere ebreo e del dittatore Adenoid Hynkel, personaggio ovviamente ispirato ad Adolf Hitler. Luoghi e personaggi sono evidenti richiami all’Europa lacerata dal conflitto: l’Ostria, paese da tempo nelle mire del dittatore, è una parodia dell’Austria; il tiranno Bonito Napoloni, alleato dello stesso Hynkel, è una marcata caricatura di Mussolini, ripreso nell’aspetto e nell’accento romagnolo.
Come prevedibile, la distribuzione del film fu vietata dal regime nazifascista in quasi tutta Europa fino alla fine della guerra, compresa nella filoamericana Inghilterra, almeno fino al 1941, per il timore di aggravare i già difficili rapporti diplomatici con la Germania. A fare scalpore fu cap012soprattutto il fatto che in questo film il più amato attore comico del momento sfidasse direttamente l’uomo più temuto del mondo, ovviamente con i modi e il linguaggio propri di un attore comico.
La prima edizione italiana del film risale al 1949, quando il conflitto era già terminato da quattro anni. Il titolo iniziale era semplicemente Il dittatore e a doppiare la voce di Charlie Chaplin fu Gianfranco Bellini, sia per il ruolo del barbiere che per il personaggio di Hynkel. Il titolo che tutti noi conosciamo de Il grande dittatore sarebbe stato inserito ben 23 anni dopo: nel 1972. La riedizione, inoltre, vede Oreste Lionello al doppiaggio dei due personaggi interpretati da Chaplin. Interessante sottolineare come in questa edizione venne eliminato il personaggio di Donna Rachele, moglie di Mussolini, probabilmente per non urtare la sua sensibilità, visto che all’epoca era ancora in vita.
Il grande dittatore torna nei cinema dall’11 gennaio grazie alla Cineteca di Bologna, con la sua iniziativa Il cinema ritrovato: una nuova occasione per godere di questo capolavoro o, per i più giovani, per scoprire un film che ha fatto storia.

Per concludere, ecco la celebre scena finale del film in cui il barbiere ebreo, scambiato da tutti per il dittatore, tiene il suo discorso all’umanità.

YouTube / EMS co. – via Iframely

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.