Per trovare casa a Milano ci vuole un certo curriculum

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Studi? Cosa studi? In che università? E che media hai? Con quanto sei uscito dal liceo? Come, hai frequentato il professionale? Ah, nel frattempo lavori pure? Ma lo trovi il tempo per studiare? Lavori perché non hai abbastanza soldi? Ah, studi e basta? Quindi non hai voglia di far niente?
No, non è un colloquio per diventare il numero uno della NASA, è semplicemente “ordinaria amministrazione”: qualche quesito qua e là che, se state cercando una stanza a Milano, il proprietario della casa vi porrà sicuramente.
Sì, esatto, vi conviene ripiegare sulla NASA: la selezione è meno severa.
Per trovare un posto letto a Milano bisogna almeno possedere tre lauree (rigorosamente con specialistica. Laureati in medicina, giurisprudenza e ingegneria hanno una corsia preferenziale. Meglio se la tripla laurea è in queste tre discipline), avere un posto fisso, ma anche una famiglia potenzialmente in grado di mantenerti. Le rassicurazioni della mamma che «Il mio figliolo è tanto un bravo ragazzo» fanno guadagnare due punti.
Ecco, io tutto questo, quando ho iniziato a cercare casa a Milano, mica lo sapevo. E quindi immaginatevi i commenti dei proprietari alle mie risposte.
«Studi?». «Sì».
«Cosa?». «Giurisprudenza». (+10 punti).
«A Milano?». «No, a Padova».
«Ma ti vuoi trasferire a Milano?». «Certo, altrimenti non la contatterei».
«Con l’università, intendo». «Ah, no. Resto a Padova». (-5 punti).
«E allora ti trasferisci per lavoro?». «No». (-5 punti).
«E allora perché vieni qui?». «Perché voglio fare la giornalista».
«Hai già un giornale su cui scrivere?». «No». (-5 punti).
«Scrivi di politica, attualità, economia?». «No, di musica». (-50 punti).
«E quindi cosa faresti a Milano?». «Andrei ai concerti e tornerei a casa la sera molto tardi». E solitamente a questo punto la telefonata si interrompeva. E non a causa mia.
D’altra parte, un posto letto all’ombra della Madonnina è così economico: almeno che abbiano delle rassicurazioni su chi si mettono in casa!
«Non è una città per poveri», Milano. E io stavo per accettare un “posto divano” in una cucina a 350 euro al mese, comprese le spese. Sconto di 20 euro se mi fossi messa la sveglia tutte le mattine per mettere su il caffè ai miei coinquilini.
Le infinite telefonate. Dall’altra parte della cornetta, la proposta è di una singola a 550 euro più spese. «Ma viene anche la donna delle pulizie due volte al mese!». E nel frattempo ti senti morire dentro quando, sommessamente, sei costretto a dire «Ma io veramente starei cercando qualcosa di più economico». Perché sai già quello che ti attende: una voce quasi schifata che, con tono di chi la sa lunga su come va il mondo, ti redarguisce: «Ragazzina, guarda che ti ho fatto anche un prezzo di favore, sai. Non c’è neanche la caparra». Le risposte che ti frullano in testa in quel momento sarebbero tante, la maggior parte delle quali indicibili, ma tu hai un unico pensiero: trovare-casa-Milano-trovare-casa-Milano. Quindi dici che ti dispiace, ma che purtroppo non caparra + donna delle pulizie < 550 euro. E procedi, consapevole che nel frattempo ti laureerai, troverai un posto fisso, ti sposerai, avrai due bambini, loro andranno a scuola… E poi sì, avrai anche tu finalmente tutte le carte in regola per trovare casa a Milano!

PS Avrei voluto scrivere questo pezzo in anonimato, consapevole che da oggi le uniche stanze pronte ad accogliermi saranno in qualche provincia della Siberia. Ma magari anche a Quarto Oggiaro o Giambellino. Che poi, ripensandoci, la Siberia non è così male!

La canzone per questo post è L’avvelenata di Francesco Guccini: direi che ogni spiegazione risulterebbe superflua, no?

YouTube / zanzara2210 – via Iframely

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.