Un libro racconta i primi anni dei Pooh

Il fondatore dei Pooh racconta in un libro la nascita della band e tutto quello che c'è stato prima, i retroscena, la strada per arrivare al successo, i Jaguars e la Bologna beat.

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La storia del Pooh inizia nel 1962, quando Mauro Bertoli incontra Valerio Negrini. I due ragazzi, tra una frase di chitarra e un colpo di gran cassa, fondano i Jaguars, band che non tarda a spopolare nella Bologna beat. Il loro destino cambia in seguito all’incontro con Armando Sciascia, che diventò il primo produttore del gruppo. Per rivoluzionare il loro mondo Sciascia partì dal nome, ad avere l’idea fu la sua segretaria: si sarebbero chiamati Pooh, proprio come il famoso orsetto Disney. Da quel giorno in poi la storia è nota, l’arrivo di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, il primo LP dal titolo Per quelli come noi e la loro consacrazione nell’olimpo dei “complessi” italiani (allora si chiamavano così).

Mauro Bertoli ha voluto raccontare tutto questo, la nascita dei Jaguars, gli inizi dei Pooh, l’alternarsi dei musicisti che fecero parte del progetto e la sua rinuncia personale nel 1967, in Pooh- Atto di nascita 1962 – 1967. Un libro correlato da foto inedite e da un CD registrato dallo stesso Bertoli che contiene tre brani inediti di sua composizione e grandi successi riarrangiati.

Ecco un intervento di Roby image003Facchinetti, l’unico componente attuale che faceva parte del gruppo già nel ’66, scritto appositamente per il libro di Mauro Bertoli. «Caro Amico mio, purtroppo non ricordo molto del tuo ultimo giorno con i Pooh, che cosa ci siamo detti e come è stato il nostro ultimo saluto, se ci siamo abbracciati oppure no. Sarà perché io sono portato a ricordare sempre i momenti belli della mia vita. Uno dei ricordi  ancora molto vivo dentro me è quando nel lontano Marzo 1966, allo “Sporting Club” di Bologna mi trovai di fronte i Pooh e fosti proprio tu, caro Mauro, a chiedermi “Roby, vuoi venire a suonare con noi?”. In quei pochissimi secondi, prima del mio storico “si ! “, capii che la mia vita da quel momento sarebbe completamente cambiata; che si stava avverando il mio grande sogno. A distanza di molti anni ti voglio dire grazie caro Mauro per quella tua magica domanda, grazie per i due anni che abbiamo vissuto insieme, sognando ad occhi aperti e vivendo di musica proprio in quegli anni che la musica cambiò noi e il mondo. Il 3 Gennaio, a un anno dalla sua scomparsa, ci siamo ritrovati per commemorare il nostro grande poeta Valerio. Credimi, per me è stato come ricomporre una straordinaria famiglia. Ora ci sarà questo libro che hai voluto scrivere per raccontare la tua esperienza prima dei Pooh e con i Pooh. Ti voglio ringraziare anche per questo, caro Mauro, per tutto l’amore e il delicato rispetto che hai usato anche per raccontare di noi. Leggendolo mi ha emozionato molto e sono convinto che emozionerai anche chi  ha seguito fin dall’inizio la nostra storia e non solo».
Bertoli ha voluto dedicare la sua opera a Valerio Negrini: «Con sincero affetto perchè la sua prorompente creatività, la sua poesia, l’amore incondizionato per i POOH resteranno la testimonianza più vera e tangibile di questa meravigliosa favola divenuta realtà».image005

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.