Rigo, Stefano Ricci e la magia del quotidiano.

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Vimeo / Rivertale Productions – via Iframely

Gli incontri conoscono una loro via per farci credere che siano casuali.

I libri li leggi, le canzoni le ascolti, le opere di Stefano Ricci vanno oltre la modalità di fruizione. E’ come se le  annusassi, le potessi sperimentare sotto pelle.

Stefano è un grande uomo del fare, un lavoratore appassionato al suo gesto che ha mantenuto uno sguardo da bambino sul mondo e con quello gioca a racontare storie.

Incontro per caso Stefano Ricci a una mostra della galleria D 406 Fedeli alla Linea, sotto casa mia, in un pomeriggio di gennaio del 2015.

Conoscevo già il suo lavoro ma non ci eravamao mai parlati.

Vado con Francesca a vedere il  vernissage della sua mostra e rimango rapito dal suo schizzare con veemenza e piglio musicale, i suoi disegni su alcuni suoi libri.

E’ come un bebopper che improvvisa su patterns che conosce a menadito, adattando melodie cantabili a infuocati pezzi musicali a 190 di b.p.m.

Qualcosa mi rimane attaccato alla retina, al cuore, ai timpani ma, lì per lì, non ci faccio caso.

Quel giorno con Stefano suona un bravissimo musicista classico di nome Giacomo Piermatti che sonorizza i gesti a volte dolci a volte convulsi di Stefano con il contrabbasso.

Il sabato dopo, passeggiando sotto casa, incontro Andrea Del Savio, animatore e curatore della galleria D 406 che, parlando, mi chiede se ho voglia di improvvisare qualcosa con Stefano quel pomeriggio, visto che gli avevo prestato il mio piccolo impianto d’amplificazione.

Senza riflettere, gli dico assolutamente sì, così alle 17 mi presento alla Galleria, ove le opere di Stefano girano sulle pareti e ti parlano e sistemo il mio Ampeg Micro Svt dentro una stanza dalle pareti in cartongesso ove faremo la performance. Con me c’è il mio Ghost of Saturday Night che, per chi non lo sapesse, è il Fender Jazz bianco che è un compagno di vita dalla voce unica e irripetibile e la mia disordinata ma vitale pedaliera effetti ricca di storie di r’n’r.

Alle 18 mi siedo, dopo aver parlato di altro con Stefano e comincio.

Inizio da non so dove, da qualche rumore ma presto, di fronte a me, siede Stefano che, ripreso da una telecamera e proiettato sul muro ciò che disegna, inizia una danza di tempera nera e bianca. In qualche modo, senza parole, ci parliamo forte e chiaro, a volte è lui che spinge, altre me lo tiro dietro io.

Alle 20, dopo oltre due ore di musica e segno, balli popolari e sghembi e applausi delle persone che vanno avanti e indietro senza soluzione di continuità, ci alziamo dai nostri sgabelli.

La magia di quella sera, la magia del possibile, sappiamo che riusciamo a evocarla con elementi tutto sommato poverissimi.

Ci prepariamo per evocare insieme quell’accadimento di musica e danza dei pennelli di Stefano  giovedì 22 ottobre, , alla galleria d’arte Il Vicolo a Milano ( via Maroncelli 2 Avvistamenti dal 22 ottobre al 28 novembre).

La sede milanese della galleria d’arte Il Vicolo inaugura il 22 ottobre la mostra di Stefano Ricci Avvistamenti.

Il vernissage si terrà giovedì 22 ottobre alle ore 18.30, giorno in cui la galleria festeggerà anche il suo primo anno di vita a Milano.

Per l’occasione l’artista eseguirà una performance dal vivo disegnando sulle note del bassista rock Antonio “Rigo” Righetti, già membro dei Rocking Chairs ed in seguito collaboratore di Luciano Ligabue.

Stefano Ricci, disegnatore e artista grafico di fama internazionale, presenta in questa sua personale più di cinquanta disegni su carta, tavole originali dei due più recenti libri dell’artista “La storia dell’orso” ed “Eccoli”, oltre ad alcuni arazzi di grandi dimensioni, lavori inediti e insoliti che danno il titolo alla mostra, veri e propri patchwork di stoffe ritagliate e cucite dallo stesso artista.

Gli “avvistamenti” sono quelli che l’artista – che vive in Germania in mezzo alla natura, al limitare di una foresta – fa durante le sue passeggiate: animali appena intravisti ma anche ricordi, emozioni, legate alla natura.

Come lo stesso artista scrive: ”… Ho disegnato direttamente modellando la stoffa, senza fare bozzetti, poi l’ho cucita a mano. Uso dei ritagli di camoscio colorati, di colori diversi, marroni, sabbia, tabacco… sono i resti, i ritagli, di certi vestiti di camoscio che faceva mia madre, anche sua madre era sarta… ho usato anche dei vecchi calzini neri e delle lenzuola sgangherate che avevo tenuto nel deposito, se le sono mangiate i topi, ma le ho riparate un po’, sembrano delle vele.

Si tratta di un avvistamento, un animale fantastico che ho visto camminare sulle foglie enormi di una pianta, qui dietro. Forse era un furetto. Voglio fare altri Avvistamenti con la stoffa.

Adesso, mentre scrivo, ho finito di cucire il settimo, e ho fatto una lista di cose che ho visto, per non dimenticarle …”.

Accompagnano gli arazzi un “corpus” consistente di tavole originali delle sue ultime novelle grafiche, La storia dell’orso e Eccoli.

Il punto di partenza del primo, La storia dell’orso, è un fatto di cronaca reale – la vicenda dell’orso selvatico che fugge tra Italia e Germania inseguito da un gruppo di cacciatori anonimi che deve abbatterlo – che Ricci utilizza per arrivare a raccontare la crudeltà dell’uomo e il suo difficile rapporto con la natura. La storia fantasticata dell’orso e la foresta sono il leitmotiv della narrazione, scritta e visiva, che ci conducono all’intreccio di altri livelli di racconto, altri punti di vista e scambi d’identità.

Eccoli si ispira a filmati realizzati durante le prime sedute di musicoterapia nell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia, durante la direzione di Franco Basaglia. Da questi Ricci trae un filmino e una serie di disegni dedicati alle persone filmate e a Basaglia e alle tracce che ha lasciato.

Vi aspetto.

Il frammento di canzone che si sente sotto al video è mia, si chiama “For So Long” ed è una anticipazione dei 7 pezzi di “Water Hole” in uscita il 23 gennaio 2016.

Rivertale Productions 2016©

Le foto sono di Gabriella Ascari.

Il video teaser è stato girato a Modena, nell’ambito della mostra per il Festival della Filosofia 2015 “Memoria Del Possibile” curata da Francesca e Roberta Vecchi de “il posto”

 water hole e.p. fine show Rigo Stefano Smilin' Rigo Stefano Storchi 2 Rigo Stefano Storchi 3 Rigo tortura le corde e Stefano lo incita! Stefano Storchi

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Antonio
Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road! Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r'n'r!