The Lobster. Aragosta è rivoluzione?

Dovrete decidere: o una dittatura di coppia o una dittatura di singles...

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The Lobster
di Giorgos Lanthimos
con Colin Farrell, Rachel Weisz, Jessica Barden, Olivia Colman, Ashley Jensen
Voto 7

Chi non si accoppia regredisce con le cattive. C’è un albergo dove chi è tornato single ha alcuni giorni di tempo per rimettersi in coppia, oppure viene trasformato in animale. Può dilazionare la metamorfosi se cattura con fucili carichi di sedativi i single che fanno resistenza nella foresta. Il nostro eroe, un Colin Farrell architetto panciuto e un po’ beckettiano, scappa e passa alla resistenza, nella foresta, dove scopre che lì invece chi viene meno alla condizione di single, rischia dalla mutilazione alla morte. C’è quindi uno stato surreale e distopico e un antistato, equivalente, rovesciato. Yorgo Lanthimos, aveva già vinto a Cannes, al Certain Régard, con il dramma famigliar surreale Dogtooth, in questa storia scritta con Efthymis Filippou, si prende dei bei rischi: poteva essere un film colto, simbolico e farraginoso, ne è uscita una cosa colta, simbolica, ma ironica e controllatissima, e piuttosto comica nonostante le ricadute crudeli del tema. A tratti ricorda le atmosfere di Arancia Meccanica, a tratti i personaggi di Fahrenheit 451.

YouTube / ThePres – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori
  • Truemmerfrau

    Buonasera Sig. Bacci, ho visto “The Lobster” e concordo con Lei sulla
    riuscita. Il film si muove con abilità riuscendo a mantenere
    l’equilibrio tra le assurdità delle situazioni da un lato e la
    verosomiglianza dall’altra. Personalmente aggiungerei la bellezza e
    l’uso abile delle inquadrature per dare fluidità allo svolgimento della
    vicenda e la capacità evocativa data alle scene di natura. Riconosco che
    il film sa essere anche violento nei confronti dei suoi protagonisti e
    degli animali ma non mi è parso che l’orrore venga cavalcato. Un saluto

    • Marco Bacci

      Grazie. Giusto sottolineare la bellezza delle inquadrature. Quando un film mi piace le do per scontate. Un saluto anche a lei