Chiara Ragnini, ecco il video di “Tra le foglie”, l’ultimo singolo della cantautrice ligure. Che per Spettakolo.it si confessa a cuore aperto…

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Dal 21 settembre ha un nuovo singolo, Tra le foglie,  in tutti gli store digitali ed oggi esce anche il video della canzone. E’ un momento di grande fermento quello che sta vivendo la giovane cantautrice ligure Chiara Ragnini, in questo periodo impegnata anche con Area Sanremo 2015. Il video lo trovate in fondo all’intervista, nella quale Chiara parla a ruota libera della sua musica, del Festival di Sanremo e dei talent show, di come è cambiata da quando ha iniziato a suonare e di quelli che sono i suoi sogni nel cassetto.

Oggi esce il video del tuo ultimo singolo, intitolato “Tra le foglie”. Una canzone che ha una genesi particolare, ce la puoi raccontare?
«Tra le foglie fa parte di un progetto dedicato alla valorizzazione del borgo medioevale di Lingueglietta, nel cuore dell’entroterra del ponente ligure, divenuto mia casa dal 2009. Io sono genovese ma per svariati motivi mi sono trasferita nell’imperiese da qualche anno e nei mesi scorsi il sindaco di Cipressa e i membri dell’Associazione 1434 di Lingueglietta mi chiesero, informalmente, di comporre una canzone da dedicare al borgo. Io ho accettato con entusiasmo questa proposta ed è nata una canzone, divenuta poi un videoclip con il quale porteremo in tutta Italia le immagini di questo splendido territorio. Sono molto orgogliosa di questa iniziativa, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Cipressa, della Provincia di Imperia, del Club I Borghi più belli d’Italia e del progetto europeo “BEST OF”, azione attiva nella Valle del San Lorenzo e prevista dal programma di Cooperazione Transfrontaliera ITA-FR ALCOTRA 2007-13».

Il singolo fa da apripista ad un nuovo album? Se sì, quando uscirà?
«Il singolo sarà la bonus track di un lavoro in cantiere da tempo, la cui pubblicazione è prevista per marzo 2016, proprio il giorno del mio compleanno: ammetto di aver scelto questa data sia per farmi un doppio regalo sia perché la trovo particolarmente strategica! Sarà un lavoro molto diverso dal precedente e non vedo l’ora di farvelo ascoltare».

Il tuo album precedente, “Il giardino di rose”, risale al 2011. Come mai un’attesa così lunga?
«In questi anni ho scavato a fondo per trovare un sound e un contesto musicale che mi appartenessero veramente e che mi aiutassero a comunicare il più possibile: ho scritto tanto, buttato via tanto, ripreso, rimaneggiato, tagliato e cucito. Dopo un lungo girovagare, mi sono innamorata delle sonorità electro di certi progetti d’oltremare, come Janelle Monae, Andra Day, Hozier, i Justice, i Caribou e molti altri. Ho preso molta ispirazione da questi artisti per lavorare sulle nuove canzoni, conferendo loro un abito che sentissi veramente mio. Ho lavorato molto, inoltre, sui testi e sulla scelta delle parole, cosa che prima avevo un po’ trascurato. Finalmente credo di aver trovato la mia vera dimensione».

Come sei cambiata in questi anni e come è cambiata la tua musica?
«Sono cambiata io, come persona, sono cresciuta e ho una visione più precisa degli obiettivi che voglio raggiungere nella musica e nella vita: ho tagliato molti rami secchi per fare spazio a rapporti più sinceri, più buoni, e ho smesso di provare a rincorrere a tutti i costi le esigenze e il volere degli altri. Ho imparato a mettermi più a nudo e anche la musica ne ha tratto vantaggio: sono nate canzoni più sincere, sicuramente più cupe e malinconiche, ma indubbiamente più leali. Ho imparato che la musica è soprattutto liberazione ma ci vuole onestà per parlarci come si deve».

Vivi a venti chilometri da Sanremo, la domanda è scontata: il Festival è un tuo obiettivo?
«Assolutamente si: fino a che non avrò limiti anagrafici, resterà uno degli obiettivi principali, senza però che diventi un limite invalicabile. La tappa sanremese è un ottimo trampolino di lancio verso il grande pubblico, ma se non arriverà non mi abbatterò di certo: ci sono tante altre strade per farsi largo nel panorama musicale – sovraffollato – nazionale, se riuscirò a percorrere anche questa, ben venga».

Talent show: una strada che vorresti percorrere, li detesti, una possibilità come un’altra?
«Ho avuto una breve parentesi con The Voice of Italy durante la seconda edizione del programma: superai tutti i casting fino ad approdare alle registrazioni della Blind Audition, dove però venni eliminata. La mia esibizione, purtroppo o per fortuna, non è mai andata in onda, a parte qualche brevissimo frammento di pochi secondi. Sono sempre convinta che i Talent siano un’arma a doppio taglio, soprattutto per gli innumerevoli vincoli contrattuali a cui bisogna sottostare e che cocciano terribilmente con il percorso artistico e personale che un cantautore come me sceglie spesso di intraprendere. Però sono sincera: sono un amplificatore eccezionale, perciò riproverei volentieri questa strada se mi venisse proposto con cognizione di causa».

Non si vendono più dischi, i locali chiamano le tribute band e la musica è sempre più spesso un sottofondo. Hai mai la sensazione di vivere nell’epoca sbagliata?
«A volte si! Ma forse è l’epoca giusta per non avere freni, per lasciarsi andare e provare ad esprimersi senza filtri e censure, per arrivare a un pubblico potenzialmente enorme e con strumenti gratuiti e alla portata di tutti. Mai come ora la comunicazione è senza freni e bisogna imparare a sfruttare al massimo questa nostra condizione. Sono fiduciosa».

Tu sei una cantautrice. Ma se dovessi cantare una canzone non tua ed avessi la bacchetta magica, quale autore sceglieresti?
«Senza dubbio sceglierei fra Mogol o Pacifico, ma anche Fossati o Bungaro. Autori che amo e che seguo, da tempo».

YouTube / Chiara Ragnini – via Iframely

 

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.