Edoardo Bennato presenta il nuovo album “Pronti a salpare”

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È stato presentato ieri mattina il nuovo album di Edoardo Bennato, Pronti a salpare. Il cantautore napoletano ha parlato del suo nuovo lavoro, in uscita venerdì 23 ottobre, a cinque anni di distanza dall’ultimo album di inediti (Le vie del rock sono infinite) ed ha raccontato la genesi del disco, il cui titolo era stato già annunciato addirittura nel 2012 con un video su YouTube. Ma ecco quanto ha detto Bennato…
Sulla nascita delle canzoni e su Pronti a salpare, la title track.
“Quando scrivo le canzoni non ho mai l’idea del testo, ma sulla musica ne creo uno in finto inglese, e quando intravedo una tematica la seguo scrivendo le parole, cercando per quanto possibile di evitare i luoghi comuni e la retorica. Così è stato anche per questo disco. Pronti a salpare si riferisce non solo a chi scappa dal terzo mondo, dalla guerra, dalla fame e dalle malattie: tutti noi dobbiamo essere pronti a salpare ed entrare in un’altra logica, perchè il mondo cambia velocemente, più di quanto si possa immaginare. Gli equilibri si spostano e noi dobbiamo essere pronti ad affrontare tutto questo. Mi sarebbe piaciuto far sentire questa canzone al mio caro amico Fabrizio de Andrè, ma purtroppo non c’è più, mentre gli altri grandi cantautori italiani hanno sempre meno spazio.”
Su La calunnia è un venticello, reinterpretazione del classico rossiniano, con due nuove strofe dedicate ad Enzo Tortora e Mia Martini.Edoardo Bennato
“Ho deciso di inserire anche una rielaborazione de La calunnia è un venticello di Rossini, perchè è un genere di musica che ascolto abitualmente. Mi piace andare a vedere l’opera a teatro, e mi piace utilizzare questo tipo di linguaggio anche per affermare la mia italianità. Altre volte in passato ho fatto riferimento alla musica lirica, come ad esempio in Tutti insieme lo denunciam, che ha una ritmica e un modo di cantare di stampo rossiniano.
Quando è successo lo scandalo Tortora sono rimasto sconcertato, ed è stato un episodio emblematico di un Paese in cui l’antistato è più potente dello stato e ci tiene a dimostrarlo. L’altra persona a cui è dedicata la canzone è Mia Martini. È bastato dire che portasse sfortuna per distruggerla. Era una cretinata, era palese che non fosse vero, ma è bastato così poco per rovinarle la vita.”
Parlando de Il mio nome è Lucignolo e del nuovo musical su Pinocchio di cui ha curato la colonna sonora.
“Il personaggio di Lucignolo non c’era nell’album Burattino senza fili, e siccome ho scritto delle canzoni nuove per il musical su Pinocchio che andrà in scena al Teatro Brancaccio di Roma a partire da febbraio 2016, ho deciso di inserire questo brano nel disco. L’idea musicale è partita dal riff di chitarra, mentre per il testo ho preso spunto dal nome, Lucignolo appunto, pensando alla luce, quindi a qualcuno che illumini la via per il divertimento, ovvero un PR, ma talmente allucinato e pieno di sè che dice di fare questo mestiere per vocazione.”
La canzone che chiude l’album, Non è bello ciò che è bello, scritta tanti anni fa per Luciano Pavarotti.
“L’aneddoto più bello di questo disco è proprio quello legato a questa canzone, che avevo scritto tanti anni fa per Pavarotti: abitavamo vicini e ci frequentavamo. Io lo andavo spesso a trovare e lui si sfogava con me dicendomi ‘Mi fanno fare sempre canzoni tristi, mi scrivono solo brani tristi. Mi scrivi tu una canzone allegra?’ Quindi un giorno, durante un viaggio da Bologna a Milano, pensai al testo di Non è bello ciò che è bello. Glielo feci ascoltare, lui lo provò, ma la sua casa discografica lo bocciò e non se ne fece più nulla.”
Nel disco c’è anche una specie di talkin’ blues dal titolo A Napoli 55 è ‘a musica.
“È un brano che ha 12 anni e nel corso del tempo ha avuto almeno una quindicina di versioni diverse. È un blues con echi napoletani, per ricordare a me stesso e agli altri che sono stato il primo a coniugare il blues con la lingua napoletana, già nel lontano 1975 col brano Ma chi è.”
Sulla gavetta degli esordi e l’appartentenza politica che gli viene spesso attribuita da questa o quella fazione.
Edoardo Bennato“Io la ‘patente’ per fare questo mestiere non l’ho avuta dalle case discografiche, perchè dopo l’uscita del mio primo disco il mio discografico strappò il contratto che avevo perchè la mia voce non era abbastanza radiofonica. Fortunatamente dopo un viaggio a Londra in cui vidi diversi artisti di strada che suonavano fuori dai cinema come one-man-band, agii istintivamente e decisi di piazzarmi a Roma davanti agli uffici della Rai, dove passavano tutti i più importanti giornalisti e ‘opinion leader’. Fui notato da alcuni giornalisti di Ciao 2001, che mi mandarono ad un Festival delle avanguardie a Civitanova Marche, al quale parteciparono anche Franco Battiato e Claudio Lolli. Suonai Salviamo il salvabile e Ma che bella città, e quando scesi dal palco sentii di avercela fatta. Da quel momento iniziai a partecipare a tutti i Festival, che fossero di Lotta continua, Autonomia operaia o altro, ma facevo comunque capire che non avevo una bandiera, ed ero lì solo opportunisticamente per farmi ascoltare, perchè dato che il mondo della discogragia non mi aveva fatto entrare dalla porta principale, stavo cercando un’entrata alternativa. Quell’esperienza mi portò a scrivere Arrivano i buoni, in cui prendevo in giro tutti, da destra a sinistra, ed è quello che faccio ancora oggi: mi comporto in modo istintivo, faccio ironia su tutto e su tutti, perchè penso che chi fa questo mestiere non debba avere una bandiera, e perchè il rock è antitetico per definizione.”
Chiusura sulla politica, tra Movimento 5 stelle, PD e Lega.
“Io ho una grande stima per Beppe Grillo, siamo amici, ma è rimasto coinvolto in questa crociata: quello che dice è ineccepibile, ma la colpa non è dei politici e dei politicanti, bensì di chi li elegge. Per quanto io apprezzi ad esempio Luigi di Maio, napoletano come me e persona molto valida, il problema dei 5 stelle è: come risolveranno il problema sociale causato dal dislivello della qualità della vita in Italia tra Nord e Sud? Nè Beppe nè i due Matteo (Salvini e Renzi) ci riusciranno, ma a noi di questo che importa? Noi facciamo solo canzonette (ride, ndr).”

Tracklist
1. Pronti a salpareEdoardo Bennato - Pronti a salpare
2. Io vorrei che per te
3. Povero amore
4. La calunnia è un venticello
5. Il mio nome è Lucignolo
6. A Napoli 55 è ‘a musica
7. Al gran ballo della Leopolda
8. E’ una macchina
9. Giro girotondo
10. Il mio sogno ricorrente
11. Niente da spartire
12. La mia città
13. Zero in condotta
14. Non è bello ciò che è bello

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".