Milano a tutto blues con John Mayall

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«Ladies and gentlemen, Mr. John Mayall!».
Inizia così il concerto di John Mayall, lunedì sera a Milano sul palco di un Alcatraz gremito, accompagnato da Jay Davenport alla batteria, Greg Rzab al basso e Rocky Athas alla chitarra elettrica.
L’atmosfera era già stata scaldata dai The Cyborgs, ottimo duo blues che gode di buona fama nell’ambiente, essendosi costruito una certa credibilità aprendo i concerti di diversi artisti mainstream.
Primo pezzo del live di Mayall è Nothing to do with love e l’impressione è subito quella di essere stati catapultati in una dimensione blues parallela alla realtà. I suoni sono i più classici: pedaliera ridotta ai minimi termini (ma un po’ troppo distorsore), canzoni capaci di superare i dieci minuti, pentatoniche a gogò (forse anche troppo: qualche leziosità in più non avrebbe guastato, anzi).
I segni degli anni nell’ottantunenne Mayall si vedono tutti sul suo volto, mentre la voce non rivela affatto l’età. Si destreggia tra armonica, con ottimi risultati, tastiere, con buoni risultati, e chitarra, evitabile. Interagisce con i fan, scherza, presenta le canzoni, elogia i suoi musicisti. Il blues fa da padrone e il pubblico apprezza, tra lunghi solo di chitarra, armonica e piano. Un po’ defilati batteria e basso, con appena due assoli all’attivo per quest’ultimo, che comunque con lo slap finale riesce a conquistarsi una buona fetta del pubblico.
I pezzi sono quelli che hanno segnato un’epoca, tra brani di Mayall, dei Bluesbreakers e standard blues. Tutti modernizzati (ossimorico rispetto all’età?) da Mayall, che non rinuncia mai al suo tocco sugli strumenti che ha a disposizione.
Mayall se ne va: «See you soon».
E’ una promessa!

Questa, la scaletta del concerto
1) Nothing to do with love
2) Mother-in-law blues
3) Early in the morning
4) Floodin’ California
5) Help me
6) Why did you go last night?
7) Dirty water
8) Big town playboy
9) Nature’s disappearing
10) Drifting blues
11) Mail order Mystics

BIS
12) Hideaway

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.