Una petizione per far suonare il Boss in Italia

433
0

I fans italiani di Springsteen sono tra i più pazzi (come ha più volte ribadito lui stesso) e imprevedibili di tutto il mondo. E questo è un dato ormai assodato. Basterebbe pensare alla bellissima e commovente coreografia organizzata il 3 giugno del 2013 a Milano (allo stadio San Siro) dove nel momento in cui Bruce è salito sul palco di fronte a lui, nell’immensa tribuna che si trovava di fronte è apparsa la scritta Our Love Is Real. Un momento indimenticabile per tutti, Boss e Steven compresi che rimasero letteralmente a bocca aperta.

1393892_10201265640536846_1058141843_n

Ma a parte questa dimostrazione di amore puro – che rimane fino ad oggi la più eclatante e nota – ve ne voglio segnalare un’altra che parte da Roma, da un normale e appassionato fan del Nostro. Andrea Cerofolini, non un giornalista, non un promoter, non un “addetto ai lavori”, ma semplicemente un fan, ha lanciato su Change.org una petizione per far tornare a suonare il Boss in Italia. Ma attenzione, perché  la petizione di Andrea è molto più specifica:  prendendo infatti spunto dal box set in uscita il prossimo 4 dicembre (e di cui abbiamo parlato in questa area la settimana scorsa), Cerofolini chiede un The Ties That Bind Tour 2016. La lettera che accompagna la petizione racconta meglio di qualsiasi altra cosa lo spirito di questa richiesta e la personalità del richiedente:

“Caro Bruce. Ti scrive un fan italiano che ti segue da oltre 30 anni. Ho tutti i tuoi dischi, e per tutti intendo molti di più, sono stato a più di 40 tuoi concerti, nella mia casa insomma c’è più di qualche traccia del tuo passaggio. In 30 anni non sono mai venuto ad importunarti fuori ad un hotel, ad un ristorante, da nessuna parte. Non ho un tuo autografo, né una foto con te. Ho sempre messo al centro solo e soltanto la tua musica e la tua letteratura. Perché ti sto scrivendo tutto questo? Dopo 30 anni ho una richiesta da farti. Il 4 dicembre prossimo uscirà il tanto atteso, da noi fan, box celebrativo del capolavoro “The River”. Adesso è da un po’ che tu e la band mancate dalla scena live e le emozioni che ad ogni occasione siete riusciti a regalarci sono entrate a far parte del nostro personale orizzonte emotivo. Personalmente ho ancora negli occhi, nelle orecchie e nel cuore la serenata di “New York City” che avete suonato qui a Roma nel luglio del 2013. La richiesta che ti faccio, e che spero possa trovare l’adesione degli Springstiniani di tutto il mondo, sarebbe quella di considerare la possibilità di intraprendere un tour successivo (ovviamente nel 2016) alla pubblicazione del box The Ties That Bind. Ovviamente se la cosa fosse compatibile con i tuoi prioritari impegni familiari o di altra natura. Nel salutarti caramente, colgo l’occasione per ringraziarti per la tua musica e la tua arte e per mandare un bacio a Danny e Clarence… ci mancano”. Andrea Cerofolini (Roma, Gruppo Facebook “Remember All The Movies, Terry”)  

Riuscirà Andrea – che nel frattempo ha opportunamente tradotto la lettera in inglese – a far arrivare la sua richiesta a Bruce? E soprattutto, riuscirà a raccogliere così tante firme da convincerlo a tornare a suonare in Italia? Certo, se i 1000 rocker giunti da tutta Italia a Cesena per suonare e cantare “Learn To Fly” hanno convinto Dave Grohl e i Foo Fighters  a venire in conerto qui (il 13 novembre a Bologna, il 14 a Torino e a quanto pare il 3 a Cesena), perché non provarci anche col Boss?

Le voci intanto continuano a rincorrersi, spesso incontrollate, come quella pubblicata proprio questa mattina che davano per certo Springsteen a luglio 2016 all’Autodromo di Imola, prontamente smentita da Claudio Trotta (Mr. Barley Arts, ovvero colui che lo ha portato in Italia negli ultimi anni) che ha scritto sul suo profilo Facebook: “Smentisco totalmente le strozzate riportate oggi da un portale relativamente a Bruce a Imola“. Aggiungendo, qualche minuto dopo, “... e per meglio precisare allo stato dell’arte non mi risulta ci sia alcuna ipotesi né opzione per il 2016 in nessuna parte del mondo…“. Pre-tattica? Chissà, noi possiamo solo augurarci che -nel caso di un tour europeo – la venue sia adeguata alla grandezza dell’artista perché (non ce ne voglia Mr. Barley Arts) l’Autodromo di Imola e l’Ippodromo di Capannelle sono luoghi più adatti per manifestazioni di altro genere (corse di macchine, appunto, o di cavalli) che per grandi concerti.

Per firmare la petizione (a cui hanno già aderito molti appassionati) vi rimandiamo a due link:

https://t.co/BwHnTHjIOS http://t.co/MS8MifRAmO

CONDIVIDI
Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.