Bruce. Incontri tra Star(r)…

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Tra grandi star ci si incontra sempre ed è stato così anche ieri, domenica 25 ottobre. E’ accaduto a  New Brunswick, allo State Theater, dove Ringo Starr si è esibito in concerto. Seduto in platea – e non poteva essere diversamente – c’era Bruce Springsteen, per una volta accompagnato non da Patti ma dalla sua adorata mamma Adele. Insieme si sono goduti il concerto dell’ex Beatle e poi – come da prassi – sono andati nel backstage a salutarlo. Cosa che – secondo quanto riportato dallo stesso Ringo sui suoi canali social – ha fatto molto piacere al batterista britannico: “Great to see Bruce“, ha scritto Starr sulla sua pagina Facebook, aggiungendo anche  la foto che trovate in apertura di questo post e che lo ritrae proprio in compagnia del Boss e di un amico di nome Wayne.

Intanto Bruce si prepara a tornare sul palco (il prossimo 18 novembre allo Shrine Auditorium di Los Angeles) in compagnia di altre star della musica del calibro di Jamie Foxx, John Legend, Sia, Sting, Pharrel Williams, Ed Sheeran, Zac Brown Band, Tori Kelly, Pink, Jill Scott, Rhiannon Giddens, Miguel (questi i nomi che al  momento di scrivere hanno aderito, ma altri sono in via di definizione). L’occasione è un concerto per sensibilizzare l’opinione pubblica americana (e mondiale) sulle disparità razziali che ancora – nel 2015 – affliggono gli USA. Organizzatori dell’evento sono due grandi compagnie di comunicazione come la  A&E Networks e la IHeartMedia che dopo la strage dello scorso 17 giugno avvenuta a Charleston in South Carolina nella Chiesa Emanuel African Methodist Episcopal  – considerata una delle comunità più attive d’America per la difesa dei diritti civili nonché una delle chiese nere più antiche di tutti gli USA  – dove un ragazzo di 21 anni (Dylan Roof) ha ucciso 10 persone con la speranza, come ha confessato lui stesso alla polizia, di innescare una guerra razziale, hanno sentito l’urgenza di radunare una serie di grandi artisti per richiamare l’attenzione su questo gravissimo problema che rappresenta una barbarie in quella che da più parti viene considerata la più grande democrazia del mondo.

La A&E e IHeartMedia registreranno il concerto – significativamente chiamato Shining A Light A Concert For Progress On Race In America – il 18 novembre per poi trasmetterlo due giorni dopo, il 20, in tutte le case degli americani e in tutto il mondo attraverso le loro piattaforme digitali. Il concerto avrà anche uno scopo benefico perché verranno raccolti fondi da devolvere al Fund For Progress on Race in America Powered. Springsteen, sempre in prima fila nelle cause benefiche, già aveva fatto sentire la sua voce contro il razzismo strisciante che caratterizza una parte della società americana, nel 2000 quando in un concerto ad Atlanta (scelta non casuale) suonò  per la prima volta uno dei suoi pezzi più  belli, American Skin (41 Shots), in cui raccontava la storia, vera, di Amadou Diallo, ragazzo nero di 22 anni ucciso dalla polizia a New York il 4 febbraio 1999  con l’unica colpa di somigliare a un sospettato e di aver cercato di mostrare ai poliziotti che ciò che aveva in tasca era il suo portafogli e non una pistola. Dei 41 colpi sparati dai 4 poliziotti “solo” 19 colpirono Amadou lasciandolo esanime sull’asfalto.

Shining a Light

Nancy Dubuc, Presidente e Amministratore Delegato della A&E ha detto che la sua “azienda come media global company, ha il privilegio di essere invitata nelle case di milioni di Americani ogni giorno e che quindi è responsabilità dell’azienda usare questa incredibile piattaforma per informare e intrattener al tempo stesso. Accendendo una luce su una verità scomoda, ovvero che l’ingiustizia e i pregiudizi razziali hanno ancora un forte impatto nella nostra società, cerchiamo di suggerire alla gente di andare oltre gesti simbolici a breve termine “.

Di contro Ken Ehrlich, produttore dello show, ha sottolineato “L’attuale situazione razziale nel Paese è a un punto critico, gli artisti di oggi, così come quelli del movimento dei diritti civili che hanno fatto la storia, hanno una grande consapevolezza di quello che sta succedendo negli USA e siamo fiduciosi sul fatto che questo concerto darà voce alle loro preoccupazioni, alle loro speranze e al loro pensiero per trovare una soluzione agli allarmanti episodi a cui assistiamo quotidianamente“.

Il tutto mentre a capo degli Stati Uniti c’è ancora il primo Presidente nero della storia…

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.